Omicidio e tradimento sono crimini capitali.
Omicidio e tradimento sono crimini capitali.
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Omicidio e tradimento sono crimini capitali.
Nel 2010, il Parlamento della Guyana ha abolito la pena di morte obbligatoria per chi commette omicidio, salvo alcune eccezioni: l’omicidio di membri delle forze dell’ordine in servizio, appartenenti al personale carcerario, magistrati e ufficiali giudiziari, testimoni, giurati popolari.
Il 30 dicembre 2015, il Parlamento ha approvato una legge che prevede la pena di morte obbligatoria per atti di terrorismo con conseguenze mortali.
La Guyana è uno Stato indipendente nell’ambito del Commonwealth che ha tagliato ogni legame con il Comitato Giudiziario del Privy Council di Londra sin dal 1970. È tra gli undici firmatari dell’accordo del 2001 volto a stabilire una Corte Caraibica di Giustizia, sostitutiva del Privy Council come corte d’appello di ultima istanza nella regione. La Corte Caraibica di Giustizia è stata inaugurata a Trinidad il 16 aprile 2005 e la Guyana è uno degli Stati che hanno già deciso di passare alla sua giurisdizione.
Le ultime esecuzioni sono avvenute nell’agosto del 1997, quando due persone, Mike Archer e Peter Adams, sono state impiccate per un tentativo di rapina finito tragicamente.
Nel 2015, non è stata emessa nessuna condanna a morte e 23 prigionieri erano nel braccio della morte alla fine dell’anno, secondo il Governo.
La guerra al terrorismo
Il 30 dicembre 2015, il Parlamento della Guyana ha approvato una legge anti-terrorismo che prevede la pena di morte obbligatoria per atti di terrorismo con conseguenze mortali e permette la consegna di sospetti verso altri Paesi.
Il Ministro della Pubblica Sicurezza Khemraj Ramjattan ha detto durante il dibattito parlamentare che la legge era necessaria per evitare che il Paese diventi un rifugio per i terroristi. “Tempi duri richiedono misure dure”, ha detto Ramjattan durante il dibattito.
Il partito di governo ha utilizzato la sua maggioranza di un seggio per far passare la legge, mentre tutti i membri dell’opposizione si sono astenuti, dichiarando che le disposizioni che consentono la pena di morte violano i diritti umani. Ramjattan ha respinto le richieste di rimozione delle clausole sulla pena di morte, dicendo che tale pena “avrebbe avuto un effetto dissuasivo” sui potenziali trasgressori.
Le Nazioni Unite
Il 28 gennaio 2015, la Guyana è stata esaminata nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Per quanto riguarda l’abolizione della pena di morte o l’istituzione di una moratoria, il Governo ha fatto presente che, pur non avendo raggiunto il punto di abolire la pena di morte, le discussioni continuavano. La Guyana ha quindi accettato le raccomandazioni di prendere in considerazione tutte le misure necessarie per introdurre una moratoria de jure delle esecuzioni capitali e continuare ad avanzare verso l’abolizione della pena di morte.
Il 18 dicembre 2014, la Guyana ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Nel 2010, il Parlamento della Guyana ha abolito la pena di morte obbligatoria per chi commette omicidio, salvo alcune eccezioni: l’omicidio di membri delle forze dell’ordine in servizio, appartenenti al personale carcerario, magistrati e ufficiali giudiziari, testimoni, giurati popolari.
Il 30 dicembre 2015, il Parlamento ha approvato una legge che prevede la pena di morte obbligatoria per atti di terrorismo con conseguenze mortali.
La Guyana è uno Stato indipendente nell’ambito del Commonwealth che ha tagliato ogni legame con il Comitato Giudiziario del Privy Council di Londra sin dal 1970. È tra gli undici firmatari dell’accordo del 2001 volto a stabilire una Corte Caraibica di Giustizia, sostitutiva del Privy Council come corte d’appello di ultima istanza nella regione. La Corte Caraibica di Giustizia è stata inaugurata a Trinidad il 16 aprile 2005 e la Guyana è uno degli Stati che hanno già deciso di passare alla sua giurisdizione.
Le ultime esecuzioni sono avvenute nell’agosto del 1997, quando due persone, Mike Archer e Peter Adams, sono state impiccate per un tentativo di rapina finito tragicamente.
Nel 2015, non è stata emessa nessuna condanna a morte e 23 prigionieri erano nel braccio della morte alla fine dell’anno, secondo il Governo.
La guerra al terrorismo
Il 30 dicembre 2015, il Parlamento della Guyana ha approvato una legge anti-terrorismo che prevede la pena di morte obbligatoria per atti di terrorismo con conseguenze mortali e permette la consegna di sospetti verso altri Paesi.
Il Ministro della Pubblica Sicurezza Khemraj Ramjattan ha detto durante il dibattito parlamentare che la legge era necessaria per evitare che il Paese diventi un rifugio per i terroristi. “Tempi duri richiedono misure dure”, ha detto Ramjattan durante il dibattito.
Il partito di governo ha utilizzato la sua maggioranza di un seggio per far passare la legge, mentre tutti i membri dell’opposizione si sono astenuti, dichiarando che le disposizioni che consentono la pena di morte violano i diritti umani. Ramjattan ha respinto le richieste di rimozione delle clausole sulla pena di morte, dicendo che tale pena “avrebbe avuto un effetto dissuasivo” sui potenziali trasgressori.
Le Nazioni Unite
Il 28 gennaio 2015, la Guyana è stata esaminata nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Per quanto riguarda l’abolizione della pena di morte o l’istituzione di una moratoria, il Governo ha fatto presente che, pur non avendo raggiunto il punto di abolire la pena di morte, le discussioni continuavano. La Guyana ha quindi accettato le raccomandazioni di prendere in considerazione tutte le misure necessarie per introdurre una moratoria de jure delle esecuzioni capitali e continuare ad avanzare verso l’abolizione della pena di morte.
Il 18 dicembre 2014, la Guyana ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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