Nonostante i progressi nel rispetto dei diritti umani,...
Nonostante i progressi nel rispetto dei diritti umani, il Libano è ancora segnalato per le violazioni e gli abusi delle autorità, secondo il rapporto annuale del dipartimento libanese di Nouveau Droits de l'Homme
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Nonostante i progressi nel rispetto dei diritti umani, il Libano è ancora segnalato per le violazioni e gli abusi delle autorità, secondo il rapporto annuale del dipartimento libanese di Nouveau Droits de l'Homme.
Il rapporto 2001 evidenzia gli arresti arbitrari e la lunghezza della detenzione senza processo, oltre alla detenzione di civili nel ministero della difesa ed il loro processo in tribunali militari, ed ha espresso preoccupazione sull'indipendenza della magistratura.
Anche la sparizione di 17.415 persone durante la guerra civile 1975-1990 è stata sollevata dal rapporto, che ha denunciato il disinteresse delle autorità per la questione ed il coinvolgimento in essa di funzionari.
"Molti politici libanesi presenti nel governo sin dal 1990 sono implicati nei rapimenti di massa, nelle esecuzioni sommarie e nella deportazione illegale di prigionieri nelle prigioni siriane durante la guerra", recita il rapporto.
In una nota più positiva, Elie Abu Aoun, capo dell'ufficio libanese dell'organizzazione, ha sottolineato il fatto che la legge sulla pena capitale è momentaneamente sospesa. (Ndr: nel dicembre 2001 il presidente libanese Emile Lahoud ha detto al segretario generale di Amnesty International Irene Khan che durante il suo mandato si è impegnato ad imporre una moratoria sulle esecuzioni)
Il rapporto 2001 evidenzia gli arresti arbitrari e la lunghezza della detenzione senza processo, oltre alla detenzione di civili nel ministero della difesa ed il loro processo in tribunali militari, ed ha espresso preoccupazione sull'indipendenza della magistratura.
Anche la sparizione di 17.415 persone durante la guerra civile 1975-1990 è stata sollevata dal rapporto, che ha denunciato il disinteresse delle autorità per la questione ed il coinvolgimento in essa di funzionari.
"Molti politici libanesi presenti nel governo sin dal 1990 sono implicati nei rapimenti di massa, nelle esecuzioni sommarie e nella deportazione illegale di prigionieri nelle prigioni siriane durante la guerra", recita il rapporto.
In una nota più positiva, Elie Abu Aoun, capo dell'ufficio libanese dell'organizzazione, ha sottolineato il fatto che la legge sulla pena capitale è momentaneamente sospesa. (Ndr: nel dicembre 2001 il presidente libanese Emile Lahoud ha detto al segretario generale di Amnesty International Irene Khan che durante il suo mandato si è impegnato ad imporre una moratoria sulle esecuzioni)
— FONTI
- (Fonti: The Daily Star, 02/03/2002)
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