Nessuno tocchi Caino
BULGARIA

“Non dimenticateci,” ha detto Kristiana Vulcheva, una delle infermiere bulgare condannate a morte in Libia...

“Non dimenticateci,” ha detto Kristiana Vulcheva, una delle infermiere bulgare condannate a morte in Libia, per il caso dei bambini infettati con il virus dell’HIV.

1 MIN DI LETTURA
“Non dimenticateci,” ha detto Kristiana Vulcheva, una delle infermiere bulgare condannate a morte in Libia, per il caso dei bambini infettati con il virus dell’HIV. “Siamo innocenti,” ha aggiunto, sull’orlo delle lacrime nella sua cella Della prigione di Jdeida, a Tripoli, durante una visita del ministro degli esteri francese.
“Sappiamo bene di essere ostaggi di ‘intrighi’ politici,” ha detto Vulcheva, che ha già trascorso, come gli altri 5 condannati, quasi sette anni in carcere e che rischia l’esecuzione se l’appello verrà respinto.
“Siamo psicologicamente esausti,” ha aggiunto.
“Siamo innocenti, (proprio come) i bambini contaminati. Siamo vittime anche noi,” ha dichiarato, uno dei condannati a morte, il dottore palestinese, Ahmed Ashraf al-Hadjudi. Il 25 dicembre 2005, la corte suprema libica ha ordinato un nuovo processo dando una nuova speranza ai prigionieri.
FONTI
  • (Fonti: Agence France Presse, 05/01/2005)