"Noi siamo un popolo orientale, e questa è la volontà...
"Noi siamo un popolo orientale, e questa è la volontà del popolo", ha detto un giudice iracheno che ha sollevato una bufera questa settimana condannando a morte tre uomini prima che la sospensione della pena di morte venisse ufficialmente annullata
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"Noi siamo un popolo orientale, e questa � la volont� del popolo", ha detto un giudice iracheno che ha sollevato una bufera questa settimana condannando a morte tre uomini prima che la sospensione della pena di morte venisse ufficialmente annullata. Il giudice Taleb Sabeh al-Shaibani ha rilasciato questa dichiarazione all'AFP al tribunale di Baghdad.
"La maggioranza delle persone approva la mia decisione e manifestazioni hanno avuto luogo per le strade in questo senso", ha detto. Il 10 luglio Shaibani ha condannato a morte tre uomini per stupro e omicidio. Le condanne sono state le prime a essere emesse da un tribunale iracheno dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, dopo la quale l'amministrazione a guida statunitense aveva sospeso la pena di morte. Il Presidente ad interim Ghazi Yawar aveva detto che la sospensione sarebbe stata annullata da l� a breve, mentre il Primo Ministro Iyad Allawi aveva detto che la pena capitale sarebbe stata reintrodotta per un periodo di tempo limitato. Ma niente di ufficiale era ancora stato deciso, quindi Shaibani per il suo verdetto ha applicato l'art. 406 dell'ex codice penale, che ancora prevede la pena capitale.
"Per noi basta vedere nostra figlia seduta vicina a uno straniero per diventare matti, quindi immaginatevi come ci si pu� sentire nei confronti di un padre che stupra la figlia per due anni e poi la decapita, � orribile", ha detto.
"I parenti del condannato hanno sorriso quando ho letto la sentenza".
L'imputato, un uomo di 45 anni, � stato giudicato colpevole di aver avuto rapporti sessuali con sua figlia e di averla decapitata dopo aver scoperto che era rimasta incinta.
In un secondo caso discusso lo stesso giorno, il tribunale di Karbala ha condannato a morte un uomo di 25 anni che ha confessato di aver ucciso il padre, la suocera e quattro suoi fratelli per una lite riguardante del denaro.
Alcune delle vittime sono state strangolate, un nipote � stato giudicato colpevole di complicit� nel caso ed � stato condannato a morte.
"La maggioranza delle persone approva la mia decisione e manifestazioni hanno avuto luogo per le strade in questo senso", ha detto. Il 10 luglio Shaibani ha condannato a morte tre uomini per stupro e omicidio. Le condanne sono state le prime a essere emesse da un tribunale iracheno dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, dopo la quale l'amministrazione a guida statunitense aveva sospeso la pena di morte. Il Presidente ad interim Ghazi Yawar aveva detto che la sospensione sarebbe stata annullata da l� a breve, mentre il Primo Ministro Iyad Allawi aveva detto che la pena capitale sarebbe stata reintrodotta per un periodo di tempo limitato. Ma niente di ufficiale era ancora stato deciso, quindi Shaibani per il suo verdetto ha applicato l'art. 406 dell'ex codice penale, che ancora prevede la pena capitale.
"Per noi basta vedere nostra figlia seduta vicina a uno straniero per diventare matti, quindi immaginatevi come ci si pu� sentire nei confronti di un padre che stupra la figlia per due anni e poi la decapita, � orribile", ha detto.
"I parenti del condannato hanno sorriso quando ho letto la sentenza".
L'imputato, un uomo di 45 anni, � stato giudicato colpevole di aver avuto rapporti sessuali con sua figlia e di averla decapitata dopo aver scoperto che era rimasta incinta.
In un secondo caso discusso lo stesso giorno, il tribunale di Karbala ha condannato a morte un uomo di 25 anni che ha confessato di aver ucciso il padre, la suocera e quattro suoi fratelli per una lite riguardante del denaro.
Alcune delle vittime sono state strangolate, un nipote � stato giudicato colpevole di complicit� nel caso ed � stato condannato a morte.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 16/07/2004)
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