Nessuno tocchi Caino saluta con favore l'insediamento...
Nessuno tocchi Caino saluta con favore l'insediamento in Iraq del governo di Iyyad Allawi e auspica che, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, esso costituisca un altro passo in avanti nella transizione verso la democrazia, lo stato di diritto, il
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Nessuno tocchi Caino saluta con favore l'insediamento in Iraq del governo di Iyyad Allawi e auspica che, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, esso costituisca un altro passo in avanti nella transizione verso la democrazia, lo stato di diritto, il rispetto dei diritti umani nel paese.
Attendiamo per� atti conseguenti e coerenti di rottura con il passato. Se dovesse essere ripristinata la pena di morte o, peggio, esserci la condanna e l'esecuzione di Saddam Hussein, ci� non sarebbe il modo migliore per dimostrare al mondo che si � voltato pagina.
L'Iraq di Saddam, insieme alla Cina e all'Iran, negli ultimi anni � sempre salito sull'orribile podio dei primi tre paesi-boia del mondo. L'abolizione della pena di morte o, almeno, la moratoria delle esecuzioni, segnerebbe invece la pi� evidente soluzione di continuit� rispetto al regime iracheno. 'Nessuno tocchi Saddam', � la nostra parola d'ordine: assicurare la intangibilit�, non certo la impunit�, della persona che si � macchiata di crimini orrendi, pi� di ogni altro fatto, pu� mostrare al mondo un nuovo Iraq.
"Non so quale sar� la veste giuridica della nostra presenza e quali saranno i nostri compiti in Iraq dopo il passaggio di poteri agli iracheni", ha dichiarato Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino. "Di certo, se si tratter� anche di cooperazione in materia giudiziaria o di polizia, essa deve avere un limite, quello della non collaborazione alla applicazione della pena di morte." "Se il principio dovesse essere, non il nostro Nessuno tocchi Saddam, ma quello della non ingerenza negli affari interni, esso sarebbe - � bene dirlo subito - solo un alibi a copertura di regolamenti di conti interni all'Iraq, l'inaugurazione di una giustizia spietata, molto lontana dalle ragioni nobili dell'intervento in Iraq."
A partire dai prossimi giorni, Nessuno tocchi Caino si far� promotore di una iniziativa nei confronti del nuovo governo iracheno, ma anche del governo italiano, degli altri 24 paesi membri dell'UE e dei paesi abolizionisti impegnati nel paese, attraverso mozioni parlamentari e un appello pubblico a favore di una moratoria delle esecuzioni, in vista dell'abolizione della pena di morte in Iraq.
Attendiamo per� atti conseguenti e coerenti di rottura con il passato. Se dovesse essere ripristinata la pena di morte o, peggio, esserci la condanna e l'esecuzione di Saddam Hussein, ci� non sarebbe il modo migliore per dimostrare al mondo che si � voltato pagina.
L'Iraq di Saddam, insieme alla Cina e all'Iran, negli ultimi anni � sempre salito sull'orribile podio dei primi tre paesi-boia del mondo. L'abolizione della pena di morte o, almeno, la moratoria delle esecuzioni, segnerebbe invece la pi� evidente soluzione di continuit� rispetto al regime iracheno. 'Nessuno tocchi Saddam', � la nostra parola d'ordine: assicurare la intangibilit�, non certo la impunit�, della persona che si � macchiata di crimini orrendi, pi� di ogni altro fatto, pu� mostrare al mondo un nuovo Iraq.
"Non so quale sar� la veste giuridica della nostra presenza e quali saranno i nostri compiti in Iraq dopo il passaggio di poteri agli iracheni", ha dichiarato Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino. "Di certo, se si tratter� anche di cooperazione in materia giudiziaria o di polizia, essa deve avere un limite, quello della non collaborazione alla applicazione della pena di morte." "Se il principio dovesse essere, non il nostro Nessuno tocchi Saddam, ma quello della non ingerenza negli affari interni, esso sarebbe - � bene dirlo subito - solo un alibi a copertura di regolamenti di conti interni all'Iraq, l'inaugurazione di una giustizia spietata, molto lontana dalle ragioni nobili dell'intervento in Iraq."
A partire dai prossimi giorni, Nessuno tocchi Caino si far� promotore di una iniziativa nei confronti del nuovo governo iracheno, ma anche del governo italiano, degli altri 24 paesi membri dell'UE e dei paesi abolizionisti impegnati nel paese, attraverso mozioni parlamentari e un appello pubblico a favore di una moratoria delle esecuzioni, in vista dell'abolizione della pena di morte in Iraq.
— FONTI
- (Fonti: NtC, 29/0604)
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