Nessuno tocchi Caino, i radicali e altre associazioni...
Nessuno tocchi Caino, i radicali e altre associazioni hanno contestato il dittatore siriano Bashar Assad in visita dal sindaco Veltroni e hanno chiesto alle istituzioni italiane di mettere al centro dei colloqui il rispetto dei diritti umani in Siria
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Nessuno tocchi Caino, i radicali e altre associazioni hanno contestato il dittatore siriano Bashar Assad in visita dal sindaco Veltroni e hanno chiesto alle istituzioni italiane di mettere al centro dei colloqui il rispetto dei diritti umani in Siria.
E' stata unanime la protesta che stamattina ha visto manifestare insieme Nessuno tocchi Caino, associazioni ebraiche, verdi, e radicali italiani a piazza S. Marco, a due passi del Campidoglio, dove il leader siriano è stato ricevuto dal sindaco di Roma Walter Veltroni.
"Stop alla pena di morte in Siria", "Moratoria Onu delle esecuzioni subito", "Diritti umani in Siria": questi gli striscioni che una cinquantina di manifestanti ha esposto mentre il corteo di auto al seguito di Assad raggiungeva il Campidoglio.
Uniti nella protesta, le varie voci della manifestazione hanno sottolineato aspetti diversi della "dittatura" del governo siriano, dalla pena di morte alla violazione dei diritti umani, ma tutti hanno evidenziato "la contraddizioni tra le affermazioni di Assad contro il terrorismo e il fatto che proprio in Siria fioriscano campi di addestramento dei terroristi".
"Dopo l'11 settembre, - ha detto il Segretario dell'associazione 'Nessuno Tocchi Caino', Sergio D'Elia - c'è il pericolo che nel nome della santa alleanza contro il terrorismo si legittimino dittature e regimi totalitari che dicono di fare la guerra al terrorismo ma in realtà ne fanno un uso interno contro le voci dell'opposizione politica".
Chiara Di Segni della Federazione internazionale Leghe diritti dell'Uomo, ha sottolineato che "non si tratta di una protesta contro le istituzioni italiane che hanno ricevuto il presidente siriano, ma di una sensibilizzazione rispetto ai temi dei diritti umani, della pena di morte e dell'antisemitismo di Assad".
Più duro il Segretario dei Radicali Italiani, Daniele Capezzone, che ha fatto "i complimenti e gli auguri a tutti i politici che hanno ricevuto con tutti gli onori Bashar el Assad: il sindaco di Roma, noto difensore dei diritti umani, il presidente Ciampi, il governatore della Banca d'Italia e il primo ministro italiano".
Il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, ha chiesto di "non chiudere gli occhi su regimi totalitari solo perchè utili all'occidente visto che con l'11 settembre l'occidente ha già pagato un prezzo altissimo".
Riccardo Pacifici, della Comunità ebraica romana, ha condannato "il ruolo della Siria nel finanziamento del terrorismo" e ha sostenuto che "non ci sarà pace in Medio Oriente finchè non ci saranno democrazie che difendano i diritti umani".
Alcuni militanti radicali hanno poi rivolto slogan al corteo presidenziale che lasciava il campidoglio, ma le forze dell'ordine li hanno immediatamente bloccati strappando loro i cartelli con la scritta: "Libertà e diritti umani in Siria".
E' stata unanime la protesta che stamattina ha visto manifestare insieme Nessuno tocchi Caino, associazioni ebraiche, verdi, e radicali italiani a piazza S. Marco, a due passi del Campidoglio, dove il leader siriano è stato ricevuto dal sindaco di Roma Walter Veltroni.
"Stop alla pena di morte in Siria", "Moratoria Onu delle esecuzioni subito", "Diritti umani in Siria": questi gli striscioni che una cinquantina di manifestanti ha esposto mentre il corteo di auto al seguito di Assad raggiungeva il Campidoglio.
Uniti nella protesta, le varie voci della manifestazione hanno sottolineato aspetti diversi della "dittatura" del governo siriano, dalla pena di morte alla violazione dei diritti umani, ma tutti hanno evidenziato "la contraddizioni tra le affermazioni di Assad contro il terrorismo e il fatto che proprio in Siria fioriscano campi di addestramento dei terroristi".
"Dopo l'11 settembre, - ha detto il Segretario dell'associazione 'Nessuno Tocchi Caino', Sergio D'Elia - c'è il pericolo che nel nome della santa alleanza contro il terrorismo si legittimino dittature e regimi totalitari che dicono di fare la guerra al terrorismo ma in realtà ne fanno un uso interno contro le voci dell'opposizione politica".
Chiara Di Segni della Federazione internazionale Leghe diritti dell'Uomo, ha sottolineato che "non si tratta di una protesta contro le istituzioni italiane che hanno ricevuto il presidente siriano, ma di una sensibilizzazione rispetto ai temi dei diritti umani, della pena di morte e dell'antisemitismo di Assad".
Più duro il Segretario dei Radicali Italiani, Daniele Capezzone, che ha fatto "i complimenti e gli auguri a tutti i politici che hanno ricevuto con tutti gli onori Bashar el Assad: il sindaco di Roma, noto difensore dei diritti umani, il presidente Ciampi, il governatore della Banca d'Italia e il primo ministro italiano".
Il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, ha chiesto di "non chiudere gli occhi su regimi totalitari solo perchè utili all'occidente visto che con l'11 settembre l'occidente ha già pagato un prezzo altissimo".
Riccardo Pacifici, della Comunità ebraica romana, ha condannato "il ruolo della Siria nel finanziamento del terrorismo" e ha sostenuto che "non ci sarà pace in Medio Oriente finchè non ci saranno democrazie che difendano i diritti umani".
Alcuni militanti radicali hanno poi rivolto slogan al corteo presidenziale che lasciava il campidoglio, ma le forze dell'ordine li hanno immediatamente bloccati strappando loro i cartelli con la scritta: "Libertà e diritti umani in Siria".
— FONTI
- (Fonti: ANSA, Adnkronos, 20/02/02)
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