NESSUNO TOCCHI CAINO, ARABIA SAUDITA PRIMO PAESE-BOIA DEL MONDO IN RAPPORTO ALLA POPOLAZIONE
“Con almeno 158 esecuzioni nel 2015, l’Arabia Saudita è il primo Paese-Boia del mondo, se si considera il numero degli abitanti”, secondo Nessuno tocchi Caino, che ha commentato l’esecuzione di massa di 47 prigionieri del 2 gennaio come “un fatto senza
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“Con almeno 158 esecuzioni nel 2015, l’Arabia Saudita è il primo Paese-Boia del mondo, se si considera il numero degli abitanti”, secondo Nessuno tocchi Caino, che ha commentato l’esecuzione di massa di 47 prigionieri del 2 gennaio come “un fatto senza precedenti nella storia del Regno Saudita di per sé già mortifera e connotata dalla sistematica violazione delle norme di diritto internazionale, a partire dai processi gravemente iniqui, nel corso dei quali agli imputati spesso non è concesso di avere un avvocato e condanne a morte sono comminate a seguito di confessioni ottenute sotto tortura”.
“E’ facile prevedere che la ‘guerra al terrorismo’ darà un contributo consistente all’escalation della pratica della pena di morte anche nel 2016, soprattutto dopo che l’Arabia Saudita si è posta alla testa della Grande Coalizione anti-Sato Islamico, in nome della quale si sentirà legittimata nel continuare a violare i diritti umani al proprio interno e perseguire e decapitare persone in realtà coinvolte solo nella opposizione pacifica o in attività sgradite al regime.”
“Nessuno nell’Occidente cosiddetto libero e democratico sembra preoccuparsi del fatto che, nel nome della guerra al terrorismo, si sta affidando il governo dell’emergenza a chi ha provocato l’emergenza stessa, si stanno accreditando come ‘stabilizzatori’ dell’area più infuocata del mondo, il Medio-Oriente, regimi come Iran e Arabia Saudita che al proprio interno conducono una guerra di lunga durata e di terrore nei confronti dei propri popoli.”
“E’ facile prevedere che la ‘guerra al terrorismo’ darà un contributo consistente all’escalation della pratica della pena di morte anche nel 2016, soprattutto dopo che l’Arabia Saudita si è posta alla testa della Grande Coalizione anti-Sato Islamico, in nome della quale si sentirà legittimata nel continuare a violare i diritti umani al proprio interno e perseguire e decapitare persone in realtà coinvolte solo nella opposizione pacifica o in attività sgradite al regime.”
“Nessuno nell’Occidente cosiddetto libero e democratico sembra preoccuparsi del fatto che, nel nome della guerra al terrorismo, si sta affidando il governo dell’emergenza a chi ha provocato l’emergenza stessa, si stanno accreditando come ‘stabilizzatori’ dell’area più infuocata del mondo, il Medio-Oriente, regimi come Iran e Arabia Saudita che al proprio interno conducono una guerra di lunga durata e di terrore nei confronti dei propri popoli.”
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