Nello stato settentrionale nigeriano di Sokoto, una...
Nello stato settentrionale nigeriano di Sokoto, una donna sta aspettando l'esito dell'appello contro la condanna per adulterio da parte di una corte della Sharia
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Nello stato settentrionale nigeriano di Sokoto, una donna sta aspettando l'esito dell'appello contro la condanna per adulterio da parte di una corte della Sharia. Se l'appello fosse respinto, Safiya Hussaini verrebbe lapidata.
Secondo il codice penale della Sharia recentemente introdotto negli stati a maggioranza mussulmana della Nigeria settentrionale, le sanzioni di amputazione per il furto, lapidazione per l'adulterio e colpi di frusta per uso di alcolici, sono tutte in vigore.
Sebbene condannata a morte, Safiya Hussaini non è agli arresti. Vive con la famiglia nel piccolo villaggio di Tungar Tudu, a 30 Km dalla capitale dello stato, Sokoto.
Nella piccola capanna, seduta vicino al padre cieco, racconta la sua storia. Tiene tra le braccia una bambina. Adama, che oggi ha quasi un anno, è il frutto della relazione adulterina che gli viene addebitata.
E' una questione interna al villaggio. L'uomo, Yakubu Abubakar, già sposato con due mogli, era stato invitato a casa di Safiya per parlare della relazione.
Il padre di Safiya gli aveva chiesto se fosse pronto a sposarla o almeno a pagare per il mantenimento della bambina.
Secondo Safiya, per sfuggire alle sue responsabilità, l'uomo si è rivolto alla polizia ed infine ai tribunali.
Safiya sostiene di essere stata violentata. Su questo si basa il suo appello contro la condanna a morte.br>Anche l'uomo indicato da Safiya come responsabile è stato accusato di adulterio ma è stato scagionato dalla stessa corte che ha condannato Safiya. La confessione di adulterio che l'uomo aveva reso alla famiglia di Safiya in presenza di due poliziotti, è stata ritrattata in tribunale. L'uomo ha anche detto al giudice di non aver mai conosciuto Safiya, sebbene vivano nello stesso villaggio.br>Secondo la legge islamica, se un uomo ritira la confessione, deve essere scagionato, a meno che quattro uomini non testimonino di aver assistito all'adulterio.
Riguardo la donna, l'onere della prova è più semplice. Secondo la versione della Sharia adottata nello stato di Sokoto, è sufficiente che la donna sia rimasta incinta fuori dal matrimonio.
Se la donna era vergine prima della relazione, l'accusa è di fornicazione e la punizione consiste nelle frustate.
Ma se è sposata o, come nel caso in questione, divorziata, viene considerata adultera e la sentenza consiste nella lapidazione.
Secondo il codice penale della Sharia recentemente introdotto negli stati a maggioranza mussulmana della Nigeria settentrionale, le sanzioni di amputazione per il furto, lapidazione per l'adulterio e colpi di frusta per uso di alcolici, sono tutte in vigore.
Sebbene condannata a morte, Safiya Hussaini non è agli arresti. Vive con la famiglia nel piccolo villaggio di Tungar Tudu, a 30 Km dalla capitale dello stato, Sokoto.
Nella piccola capanna, seduta vicino al padre cieco, racconta la sua storia. Tiene tra le braccia una bambina. Adama, che oggi ha quasi un anno, è il frutto della relazione adulterina che gli viene addebitata.
E' una questione interna al villaggio. L'uomo, Yakubu Abubakar, già sposato con due mogli, era stato invitato a casa di Safiya per parlare della relazione.
Il padre di Safiya gli aveva chiesto se fosse pronto a sposarla o almeno a pagare per il mantenimento della bambina.
Secondo Safiya, per sfuggire alle sue responsabilità, l'uomo si è rivolto alla polizia ed infine ai tribunali.
Safiya sostiene di essere stata violentata. Su questo si basa il suo appello contro la condanna a morte.br>Anche l'uomo indicato da Safiya come responsabile è stato accusato di adulterio ma è stato scagionato dalla stessa corte che ha condannato Safiya. La confessione di adulterio che l'uomo aveva reso alla famiglia di Safiya in presenza di due poliziotti, è stata ritrattata in tribunale. L'uomo ha anche detto al giudice di non aver mai conosciuto Safiya, sebbene vivano nello stesso villaggio.br>Secondo la legge islamica, se un uomo ritira la confessione, deve essere scagionato, a meno che quattro uomini non testimonino di aver assistito all'adulterio.
Riguardo la donna, l'onere della prova è più semplice. Secondo la versione della Sharia adottata nello stato di Sokoto, è sufficiente che la donna sia rimasta incinta fuori dal matrimonio.
Se la donna era vergine prima della relazione, l'accusa è di fornicazione e la punizione consiste nelle frustate.
Ma se è sposata o, come nel caso in questione, divorziata, viene considerata adultera e la sentenza consiste nella lapidazione.
— FONTI
- (Fonti: BBC web site, 05/12/2001)
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