MYANMAR: CONDANNE RIDOTTE PER MOLTI PRIGIONIERI
il governo di Myanmar ha annunciato che sta riducendo le condanne di molti prigionieri, pur non
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il governo di Myanmar ha annunciato che sta riducendo le condanne di molti prigionieri, pur non spingendosi fino all’amnistia, provvedimento invece atteso da molti.
La radio e la televisione di stato hanno detto che il Presidente Thein Sein ha firmato un decreto di clemenza in prossimità del 64esimo anniversario di indipendenza del Paese, che cade il 4 gennaio.
I media hanno annunciato che le condanne a morte verranno commutate in ergastolo e le condanne superiori a 30 anni saranno ridotte a 30 anni.
Le condanne comprese tra 20 e 30 anni saranno ridotte a 20 anni, mentre quelle inferiori a 20 anni saranno ridotte di un quarto.
Non è chiaro quanti siano i prigionieri interessati dal decreto, né se questo riguarderà tutti i detenuti politici.
Diversi ex attivisti studenteschi che stanno scontando una pena a 65 anni di carcere sono stati inclusi nell’atto di clemenza.
La settimana scorsa, i media di stato hanno riferito che la Commissione Nazionale per i Diritti Umani, di nomina governativa, ha chiesto a Thein Sein di concedere un’amnistia generale.
“Questo decreto non può essere chiamato amnistia. La natura limitata… indica che il governo non ha intenzione di liberare i prigionieri di coscienza”, ha dichiarato alla agenzia di stampa AP l’avvocato attivista Aung Thein.
Un portavoce della Lega Nazionale per la Democrazia, della leader pro-democrazia Aung San Suu Kyi, ha definito la misura insufficiente.
“Molti prigionieri politici resteranno in carcere”, ha detto il portavoce della Lega, Han Thar Myint, “Non ci soddisfa”.
Thein Sein ha introdotto riforme da quando ha assunto il potere lo scorso marzo, dopo decenni di repressione sotto i precedenti regimi militari. Il suo governo è ancora dominato dai militari, ma cambiamenti sono stati fatti in aree come l’informazione, Internet e la partecipazione politica.
L’amnistia dello scorso ottobre ha liberato 6.359 prigionieri, inclusi circa 200 prigionieri politici, ma molti detenuti eccellenti sono rimasti dietro le sbarre.
Suu Kyi ha detto a novembre che ci sono ancora circa 600 prigionieri politici, ma alcuni gruppi per i diritti umani portano il numero a circa 1.500.
La maggior parte dei prigionieri politici, provenienti dal movimento pro-democrazia e da fazioni governative perdenti, stanno scontando lunghe pene detentive, che li terranno in prigione per ancora molti anni.
Tra i detenuti noti ci sono gli ex attivisti studenteschi Min Ko Naing e Ko Ko Gyi, che stanno scontando una condanna a 65 anni, ed un leader etnico Shan, Hkun Htun Oo, condannato a 93 anni di carcere.
La radio e la televisione di stato hanno detto che il Presidente Thein Sein ha firmato un decreto di clemenza in prossimità del 64esimo anniversario di indipendenza del Paese, che cade il 4 gennaio.
I media hanno annunciato che le condanne a morte verranno commutate in ergastolo e le condanne superiori a 30 anni saranno ridotte a 30 anni.
Le condanne comprese tra 20 e 30 anni saranno ridotte a 20 anni, mentre quelle inferiori a 20 anni saranno ridotte di un quarto.
Non è chiaro quanti siano i prigionieri interessati dal decreto, né se questo riguarderà tutti i detenuti politici.
Diversi ex attivisti studenteschi che stanno scontando una pena a 65 anni di carcere sono stati inclusi nell’atto di clemenza.
La settimana scorsa, i media di stato hanno riferito che la Commissione Nazionale per i Diritti Umani, di nomina governativa, ha chiesto a Thein Sein di concedere un’amnistia generale.
“Questo decreto non può essere chiamato amnistia. La natura limitata… indica che il governo non ha intenzione di liberare i prigionieri di coscienza”, ha dichiarato alla agenzia di stampa AP l’avvocato attivista Aung Thein.
Un portavoce della Lega Nazionale per la Democrazia, della leader pro-democrazia Aung San Suu Kyi, ha definito la misura insufficiente.
“Molti prigionieri politici resteranno in carcere”, ha detto il portavoce della Lega, Han Thar Myint, “Non ci soddisfa”.
Thein Sein ha introdotto riforme da quando ha assunto il potere lo scorso marzo, dopo decenni di repressione sotto i precedenti regimi militari. Il suo governo è ancora dominato dai militari, ma cambiamenti sono stati fatti in aree come l’informazione, Internet e la partecipazione politica.
L’amnistia dello scorso ottobre ha liberato 6.359 prigionieri, inclusi circa 200 prigionieri politici, ma molti detenuti eccellenti sono rimasti dietro le sbarre.
Suu Kyi ha detto a novembre che ci sono ancora circa 600 prigionieri politici, ma alcuni gruppi per i diritti umani portano il numero a circa 1.500.
La maggior parte dei prigionieri politici, provenienti dal movimento pro-democrazia e da fazioni governative perdenti, stanno scontando lunghe pene detentive, che li terranno in prigione per ancora molti anni.
Tra i detenuti noti ci sono gli ex attivisti studenteschi Min Ko Naing e Ko Ko Gyi, che stanno scontando una condanna a 65 anni, ed un leader etnico Shan, Hkun Htun Oo, condannato a 93 anni di carcere.
— FONTI
- (Fonti: AP, 02/01/2012)
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