MARCIA TIBET. I TRE RADICALI IN INDIA IN SCIOPERO DELLA FAME A SOSTEGNO DEGLI OLTRE 100 MONACI ARRESTATI
nella giornata di oggi le autorità indiane del distretto di Kangra, nel nord


nella giornata di oggi le autorità indiane del distretto di Kangra, nel nord dell’India, hanno prima arrestato e detenuto per 10 ore oltre 100 dei partecipanti alla “Marcia fino in Tibet” – principalmente monache e monaci tibetani – e poi li hanno condannati a 14 giorni di fermo per essersi rifiutati di firmare un impegno a non proseguire la marcia. Lo rende noto la delegazione radicale che partecipa alla marcia iniziata il 10 marzo, composta da Sergio D'Elia, deputato e Segretario dell'Associazione Nessuno tocchi Caino, Matteo Mecacci e Marco Perduca, Vice Presidenti del Senato del Partito Radicale Nonviolento.
I manifestanti si trovano attualmente nel centro di detenzione di Yateri Niwas e se entro i 14 giorni di fermo non sarà sottoscritto l’impegno a fermare la marcia, i militanti tibetani rischiano fino a 5 anni di carcere in base ad una legge che regola la presenza degli stranieri in India.
Gli arrestati hanno subito intrapreso uno sciopero della fame, a cui i tre esponenti radicali si sono associati, per vedere garantito il diritto di manifestazione e di continuare la “Marcia fino in Tibet”. Nelle prossime ore è possibile che siano prese ulteriori iniziative.
Per questi motivi D’Elia, Mecacci e Perduca hanno deciso di prolungare la loro presenza in India per seguire gli sviluppi della lotta nonviolenta dei militanti tibetani.
Sono intanto giunte a 102 le adesioni di deputati europei all'appello lanciato ieri da Marco Pannella e Marco Cappato a sostegno del popolo uiguro della regione del Turkestan Orientale cinese e di Rebiya Kadeer, leader nonviolenta uigura esponente del Partito Radicale Nonviolento.
Tra i firmatari i tre vice-presidenti italiani del Parlamento europeo Mario Mauro, Luigi Cocilovo e Luisa Morgantini, i presidenti di gruppo Graham Watson (ALDE), Monica Frassoni e Daniel Cohn-Bendit (Verdi) e Cristiana Muscardini (UEN).
I manifestanti si trovano attualmente nel centro di detenzione di Yateri Niwas e se entro i 14 giorni di fermo non sarà sottoscritto l’impegno a fermare la marcia, i militanti tibetani rischiano fino a 5 anni di carcere in base ad una legge che regola la presenza degli stranieri in India.
Gli arrestati hanno subito intrapreso uno sciopero della fame, a cui i tre esponenti radicali si sono associati, per vedere garantito il diritto di manifestazione e di continuare la “Marcia fino in Tibet”. Nelle prossime ore è possibile che siano prese ulteriori iniziative.
Per questi motivi D’Elia, Mecacci e Perduca hanno deciso di prolungare la loro presenza in India per seguire gli sviluppi della lotta nonviolenta dei militanti tibetani.
Sono intanto giunte a 102 le adesioni di deputati europei all'appello lanciato ieri da Marco Pannella e Marco Cappato a sostegno del popolo uiguro della regione del Turkestan Orientale cinese e di Rebiya Kadeer, leader nonviolenta uigura esponente del Partito Radicale Nonviolento.
Tra i firmatari i tre vice-presidenti italiani del Parlamento europeo Mario Mauro, Luigi Cocilovo e Luisa Morgantini, i presidenti di gruppo Graham Watson (ALDE), Monica Frassoni e Daniel Cohn-Bendit (Verdi) e Cristiana Muscardini (UEN).
— FONTI
- (Fonti: Radicali.it, 13/03/2008)
