MALESIA: CONDANNA CAPITALE COMMUTATA IN 20 ANNI DI DETENZIONE
una donna vietnamita ha evitato la pena di morte in Malesia in relazione al traffico di 2,1 kg di
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una donna vietnamita ha evitato la pena di morte in Malesia in relazione al traffico di 2,1 kg di metanfetamine, avvenuto nel 2011 all’Aeroporto Internazionale di Penang.
La Corte Federale presieduta dal giudice Tan Sri Md Raus Sharif ha infatti deciso di assolvere Nguyen Thanh Ngoc Tuyet, 28 anni, rispetto all’accusa di narcotraffico, condannandola invece a 20 anni di reclusione per possesso di droga.
Secondo la Corte, non c’è dubbio che la donna fosse in possesso di una borsa contenente la droga.
Nguyen Thanh era stata condannata a morte dall’Alta Corte di George Town il 18 luglio 2012, in relazione al traffico avvenuto il 26 giugno 2011.
Nguyen Thanh perse l’appello presso la Corte d'Appello il 20 marzo dell’anno scorso, anche se due agenti di polizia vietnamiti avevano testimoniato di aver registrato dichiarazioni di una donna di nome Tran Tranh Tam secondo cui Nguyen Thanh non sapeva che la merce che trasportava fosse droga.
A Nguyen Thanh fu permesso dalla Corte d'Appello di portare nuove prove sotto forma di due dichiarazioni della polizia e testimonianze verbali di tre vietnamiti tra cui Tran Tranh.
Tuttavia Tran Thanh, che stava scontando una condanna di otto anni in Vietnam per spaccio di droga, ha scelto di non venire in Malesia per testimoniare.
Nguyen Thanh ha sostenuto in aula di aver preso la borsa (in cui sono state trovate le metanfetamine) appartenente all’amica Tran Tranh e di non conoscerne il contenuto.
Puntando ad una condanna meno dura, il suo avvocato K. Simon Murali ha detto che Nguyen Thanh era una vittima innocente, manipolata dal suo amico e fidanzato africano affinché agisse come corriere della droga.
Il legale ha aggiunto che Nguyen Thanh non ha più visto sua figlia che aveva solo un mese di vita all’epoca dell’arresto, nel 2011.
A Nguyen Thanh fu permesso dalla Corte d'Appello di portare nuove prove sotto forma di due dichiarazioni della polizia e testimonianze verbali di tre vietnamiti tra cui Tran Tranh.
Tuttavia Tran Thanh, che stava scontando una condanna di otto anni in Vietnam per spaccio di droga, ha scelto di non venire in Malesia per testimoniare.
Nguyen Thanh ha sostenuto in aula di aver preso la borsa (in cui sono state trovate le metanfetamine) appartenente all’amica Tran Tranh e di non conoscerne il contenuto.
Puntando ad una condanna meno dura, il suo avvocato K. Simon Murali ha detto che Nguyen Thanh era una vittima innocente, manipolata dal suo amico e fidanzato africano affinché agisse come corriere della droga.
Il legale ha aggiunto che Nguyen Thanh non ha più visto sua figlia che aveva solo un mese di vita all’epoca dell’arresto, nel 2011.
— FONTI
- (Fonti: Bernama, 28/03/2016)
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