Maldive, pronte a riprendere le esecuzioni
7 agosto 2017. il Presidente Abdulla Yameen ha dichiarato di voler riprendere le esecuzioni, dopo 60 anni di moratoria. "Per volontà di Dio, quando arriverà il momento in settembre, quando la Corte suprema concluderà dei casi capitali, i nostri
7 agosto 2017. il Presidente Abdulla Yameen ha dichiarato di voler riprendere le esecuzioni, dopo 60 anni di moratoria. "Per volontà di Dio, quando arriverà il momento in settembre, quando la Corte suprema concluderà dei casi capitali, i nostri meccanismi interni saranno stati tutti percorsi e potremmo procedere con i consigli del Consiglio islamico e la parola degli eredi ", ha detto Yameen in un evento.
Tre giovani sono attualmente nel braccio della morte dopo che la Corte Suprema ha confermato le loro condanne nel 2016. Si tratta di Hussain Humam Ahmed, Ahmed Murrath e Mohamed Nabeel.
Almeno due minorenni al momento del fatto si trovano nel braccio della morte, dopo che il 29 novembre 2016, l'Alta Corte ha confermato a condanna a morte emessa dal tribunale per i minorenni su due minori condannati per l'omicidio di Abdul 'Bobby' Muheeth nel febbraio 2012. Lo Stato aveva accusato di omicidio di primo grado tre minori, identificati come Ali Mushahfau, Muhujath Ahmed e Mohamed Naasih Maimoon, ma uno era stato assolto delle accuse per mancanza di prove.
Nel 2017, Agnes Callamard, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, ha esortato il governo a mantenere la moratoria de facto sulla pena di morte. "La ripresa delle esecuzioni nelle Maldive dopo più di 60 anni sarebbe una grande battuta d'arresto per il paese e l'intera regione, e sarebbe in contrasto con le tendenze internazionali verso l'abolizione", ha detto. "Le Maldive dovrebbero invece assumere un ruolo di primo piano nella promozione e protezione dei diritti umani, e procedere verso l'abolizione ufficiale della pena di morte".Citando le preoccupazioni per l'equità dei processi di omicidio, il relatore speciale ha invitato il governo a sospendere le esecuzioni previste.
Alla fine di luglio, Tariq Ramadan, un noto studioso islamico, ha rinnovato il suo appello affinché il Presidente riconsideri il proposito di andare avanti con le esecuzioni.
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