Lo Swaziland ha interrotto la ricerca di un boia e...
Lo Swaziland ha interrotto la ricerca di un boia e sta pensando di passare all?iniezione letale per i suoi prigionieri del braccio della morte, interrompendo una moratoria di 19 anni delle esecuzioni, ha detto il ministro della giustizia
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Lo Swaziland ha interrotto la ricerca di un boia e sta pensando di passare all?iniezione letale per i suoi prigionieri del braccio della morte, interrompendo una moratoria di 19 anni delle esecuzioni, ha detto il ministro della giustizia.
Sin dal 1998 il ministero ha cercato un boia in giro per il mondo, ma non ha trovato nessun candidato adatto.
?Le iniezioni non richiedono l?impiego di uno specialista ma solo di un operatore medico qualificato, e probabilmente introdurremo il sistema entro quest?anno,? ha dichiarato alla Reuters il ministro della giustizia Maweni Simelane.
Ci sono nove detenuti nel braccio della morte del carcere di massima sicurezza a Matsapha, 20 km ad est della capitale Mbabane. L?ultima esecuzione è avvenuta nel 1983.
Simelane non ha chiarito se ad occuparsi dell?iniezione letale ai condannati sarebbe un medico o un?infermiera.
Quattro altri detenuti condannati per omicidio e rinchiusi nel braccio della morte dai primi anni 80 hanno visto le loro sentenze di morte commutate in ergastolo da re Mswati III il 13 novembre 2001.
Nel 2001, una commissione di revisione costituzionale ha concluso che la maggioranza dei cittadini dello Swaziland è favorevole alla pena di morte e ha chiesto che essa venga inclusa nella nuova costituzione. Le associazioni per i diritti umani hanno espresso dubbi sulla validità delle conclusioni.
Le associazioni per i diritti umani dello Swaziland, che si oppongono alla pena capitale, hanno detto alla Reuters che il governo è restio all?impiego della pena di morte perché attirerebbe l?attenzione sulla situazione dei diritti umani nel regno.
I partiti politici sono stati messi fuori legge nello Swaziland, un minuscolo, isolato regno governato da re Mswati III, sin dal 1973, e provvedimenti sono stati presi per opprimere la libertà di stampa.
Sin dal 1998 il ministero ha cercato un boia in giro per il mondo, ma non ha trovato nessun candidato adatto.
?Le iniezioni non richiedono l?impiego di uno specialista ma solo di un operatore medico qualificato, e probabilmente introdurremo il sistema entro quest?anno,? ha dichiarato alla Reuters il ministro della giustizia Maweni Simelane.
Ci sono nove detenuti nel braccio della morte del carcere di massima sicurezza a Matsapha, 20 km ad est della capitale Mbabane. L?ultima esecuzione è avvenuta nel 1983.
Simelane non ha chiarito se ad occuparsi dell?iniezione letale ai condannati sarebbe un medico o un?infermiera.
Quattro altri detenuti condannati per omicidio e rinchiusi nel braccio della morte dai primi anni 80 hanno visto le loro sentenze di morte commutate in ergastolo da re Mswati III il 13 novembre 2001.
Nel 2001, una commissione di revisione costituzionale ha concluso che la maggioranza dei cittadini dello Swaziland è favorevole alla pena di morte e ha chiesto che essa venga inclusa nella nuova costituzione. Le associazioni per i diritti umani hanno espresso dubbi sulla validità delle conclusioni.
Le associazioni per i diritti umani dello Swaziland, che si oppongono alla pena capitale, hanno detto alla Reuters che il governo è restio all?impiego della pena di morte perché attirerebbe l?attenzione sulla situazione dei diritti umani nel regno.
I partiti politici sono stati messi fuori legge nello Swaziland, un minuscolo, isolato regno governato da re Mswati III, sin dal 1973, e provvedimenti sono stati presi per opprimere la libertà di stampa.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 17/01/2002)
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