LIBIA. SU ‘NATURE’ RISULTATI ANALISI CHE SCAGIONANO INFERMIERE BULGARE
la rivista Nature ha pubblicato i risultati di un’analisi secondo cui il contagio con virus HIV dei bambini libici ricoverati nell’ospedale pediatrico di Bengasi è iniziato diversi anni prima dell’arrivo delle cinque infermiere bulgare e del medico
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la rivista Nature ha pubblicato i risultati di un’analisi secondo cui il contagio con virus HIV dei bambini libici ricoverati nell’ospedale pediatrico di Bengasi è iniziato diversi anni prima dell’arrivo delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese.
Condotta su campioni di sangue di diversi bambini infettati, l’analisi scagionerebbe i sei operatori sanitari che, accusati di aver volontariamente infettato oltre 400 bambini nel 1998, rischiano in Libia la condanna a morte.
L’analisi è stata effettuata dall'italiano Carlo Federico Perno del dipartimento di medicina sperimentale e scienze biochimiche dell'Universita' di Roma Tor Vergata, in collaborazione, tra gli altri, con Giovanni Rezza dell'istituto superiore di sanita', Vittorio Colizzi, Guido Castelli Gattinara dell'ospedale Bambino Gesù.
I sei operatori sanitari, che si trovano in carcere in Libia da più di sette anni, sono stati
in origine condannati a morte da un tribunale di Bengasi, sentenza poi annullata dalla Corte Suprema Libica. Il caso è stato rinviato a un tribunale di Tripoli, il cui verdetto è atteso per il 19 dicembre.
Condotta su campioni di sangue di diversi bambini infettati, l’analisi scagionerebbe i sei operatori sanitari che, accusati di aver volontariamente infettato oltre 400 bambini nel 1998, rischiano in Libia la condanna a morte.
L’analisi è stata effettuata dall'italiano Carlo Federico Perno del dipartimento di medicina sperimentale e scienze biochimiche dell'Universita' di Roma Tor Vergata, in collaborazione, tra gli altri, con Giovanni Rezza dell'istituto superiore di sanita', Vittorio Colizzi, Guido Castelli Gattinara dell'ospedale Bambino Gesù.
I sei operatori sanitari, che si trovano in carcere in Libia da più di sette anni, sono stati
in origine condannati a morte da un tribunale di Bengasi, sentenza poi annullata dalla Corte Suprema Libica. Il caso è stato rinviato a un tribunale di Tripoli, il cui verdetto è atteso per il 19 dicembre.
— FONTI
- (Fonti: Ansa, 06/12/2006)
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