LIBIA: SAIF AL-ISLAM RILASCIATO GRAZIE AD AMNISTIA
Saif al-Islam, secondo figlio dell’ex dittatore libico Muammar Gheddafi, è stato rilasciato dopo essere stato
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Saif al-Islam, secondo figlio dell’ex dittatore libico Muammar Gheddafi, è stato rilasciato dopo essere stato catturato nel 2011 e condannato a morte dal governo libico a Tripoli nel 2015 per crimini di guerra.
Il suo avvocato presso il Tribunale Penale Internazionale (ICC), Karim Khan, ha dichiarato a France 24 che Saif è stato liberato il 12 aprile 2016 e "sta bene e al sicuro".
"Saif al-Islam è stato rilasciato sulla base di un'amnistia e in conformità alla legge (libica)", ha aggiunto il suo avvocato.
Il Tribunale Penale Internazionale aveva emesso un mandato per processarlo a L'Aia per crimini contro l'Umanità, tuttavia le autorità libiche lo avevano condannato provocando critiche legate alla credibilità del sistema giudiziario del Paese.
Karim Khan ha annunciato di voler presentare domanda per far dichiarare inammissibile il caso presso l’ICC, sostenendo che il suo cliente è già stato processato dal suo Paese di origine. "E’ vietato processare un individuo due volte per lo stesso reato", ha detto.
Saif al-Islam, una volta considerato come possibile successore del padre, è stato catturato e mantenuto in stato di detenzione dal 2011 da una milizia a Zintan, nella Libia nord-occidentale.
Dopo la morte del padre e del fratello durante la guerra civile nel 2011, Saif al-Islam è stato l'unico membro della famiglia Gheddafi rimasto in Libia e aveva annunciato in televisione di voler "lottare fino alla fine e vendicarsi".
Fu tuttavia catturato insieme a quattro dei suoi collaboratori in un'imboscata da combattenti ribelli, mentre cercava di fuggire dal Paese.
Il suo avvocato presso il Tribunale Penale Internazionale (ICC), Karim Khan, ha dichiarato a France 24 che Saif è stato liberato il 12 aprile 2016 e "sta bene e al sicuro".
"Saif al-Islam è stato rilasciato sulla base di un'amnistia e in conformità alla legge (libica)", ha aggiunto il suo avvocato.
Il Tribunale Penale Internazionale aveva emesso un mandato per processarlo a L'Aia per crimini contro l'Umanità, tuttavia le autorità libiche lo avevano condannato provocando critiche legate alla credibilità del sistema giudiziario del Paese.
Karim Khan ha annunciato di voler presentare domanda per far dichiarare inammissibile il caso presso l’ICC, sostenendo che il suo cliente è già stato processato dal suo Paese di origine. "E’ vietato processare un individuo due volte per lo stesso reato", ha detto.
Saif al-Islam, una volta considerato come possibile successore del padre, è stato catturato e mantenuto in stato di detenzione dal 2011 da una milizia a Zintan, nella Libia nord-occidentale.
Dopo la morte del padre e del fratello durante la guerra civile nel 2011, Saif al-Islam è stato l'unico membro della famiglia Gheddafi rimasto in Libia e aveva annunciato in televisione di voler "lottare fino alla fine e vendicarsi".
Fu tuttavia catturato insieme a quattro dei suoi collaboratori in un'imboscata da combattenti ribelli, mentre cercava di fuggire dal Paese.
— FONTI
- (Fonti: africanews.com, 06/07/2016)
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