LIBIA. ORGANIZZAZIONE UMANITARIA CONFERMA L’ESECUZIONE DI QUATTRO CITTADINI EGIZIANI
la Lega Libica per i Diritti Umani ha confermato l’esecuzione, tramite plotone, di quattro cittadini egiziani che erano stati “condannati” per “omicidio” da un tribunale libico nel 2004 insieme ad altri 11 esuli egiziani.
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la Lega Libica per i Diritti Umani ha confermato l’esecuzione, tramite plotone, di quattro cittadini egiziani che erano stati “condannati” per “omicidio” da un tribunale libico nel 2004 insieme ad altri 11 esuli egiziani.
La notizia era stata riportata il 18 luglio 2005 da un gruppo con base al Cairo, l’Arab Centre for the Independence of the Judiciary and the Legal Profession, il quale non aveva però riportato i nomi dei giustiziati nè fornito dettagli sui loro casi giudiziari.
“La Lega è tanto più preoccupata in quanto non era a conoscenza che un processo in tal senso avesse avuto luogo, nè è certa che la sentenza sia stata effettivamente emessa da una corte competente a seguito di procedure corrette che abbiano offerto ogni garanzia possibile di imparzialità,” ha dichiarato l’organizzazione umanitaria con base a Ginevra.
In particolare, la Lega “non è certa che le persone giustiziate, Arfa Abdellatif, Majed Assayed Mohamed, Barakat Abdeldhaher e Basyouni Ahmed, abbiano goduto di un’adeguata assistenza legale in tutte le fasi del procedimento.” “Non sappiamo se sia stato rispettato il loro diritto a proporre appello a una corte di grado superiore oppure se il loro diritto a chiedere la grazia o la commutazione della pena sia stato esercitato”.
La Lega Libica per i Diritti Umani ha colto l’occasione per ribadire la sua totale opposizione alla pena di morte e ha quindi chiesto al Governo la sua abolizione in Libia attraverso la immediata ratifica del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici.
“Nel frattempo – ha affermato la Lega - al fine di salvare la vita di coloro che sono nel braccio della morte, inclusi gli 11 esuli egiziani, deve essere messa in atto una moratoria di tutte le esecuzioni in attesa di un riesame dei loro casi e della decisione sulla grazia o la commutazione della pena.”
La notizia era stata riportata il 18 luglio 2005 da un gruppo con base al Cairo, l’Arab Centre for the Independence of the Judiciary and the Legal Profession, il quale non aveva però riportato i nomi dei giustiziati nè fornito dettagli sui loro casi giudiziari.
“La Lega è tanto più preoccupata in quanto non era a conoscenza che un processo in tal senso avesse avuto luogo, nè è certa che la sentenza sia stata effettivamente emessa da una corte competente a seguito di procedure corrette che abbiano offerto ogni garanzia possibile di imparzialità,” ha dichiarato l’organizzazione umanitaria con base a Ginevra.
In particolare, la Lega “non è certa che le persone giustiziate, Arfa Abdellatif, Majed Assayed Mohamed, Barakat Abdeldhaher e Basyouni Ahmed, abbiano goduto di un’adeguata assistenza legale in tutte le fasi del procedimento.” “Non sappiamo se sia stato rispettato il loro diritto a proporre appello a una corte di grado superiore oppure se il loro diritto a chiedere la grazia o la commutazione della pena sia stato esercitato”.
La Lega Libica per i Diritti Umani ha colto l’occasione per ribadire la sua totale opposizione alla pena di morte e ha quindi chiesto al Governo la sua abolizione in Libia attraverso la immediata ratifica del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici.
“Nel frattempo – ha affermato la Lega - al fine di salvare la vita di coloro che sono nel braccio della morte, inclusi gli 11 esuli egiziani, deve essere messa in atto una moratoria di tutte le esecuzioni in attesa di un riesame dei loro casi e della decisione sulla grazia o la commutazione della pena.”
— FONTI
- (Fonti: The Libyan League for Human Rights, 26/07/2005)
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