LIBIA: GIOVANE CONDANNATO A MORTE PER APOSTASIA
Le autorità libiche hanno condannato a morte un giovane non identificato sulla base di una controversa legge sull'apostasia, ha riportato l’organizzazione Middle East Concern il 13 settembre 2022.

Le autorità libiche hanno condannato a morte un giovane non identificato sulla base di una controversa legge sull'apostasia, ha riportato l’organizzazione Middle East Concern il 13 settembre 2022.
Quattro anni fa, il giovane si è convertito al cristianesimo e da allora è stato arrestato e detenuto più volte. Durante i procedimenti giudiziari, non ha ricevuto alcuna difesa. Una volta pronunciata la sentenza, gli è stato imposto di pubblicare la sua condanna a morte in diversi luoghi pubblici, inclusi giornali, radio e all’esterno di casa sua.
Le milizie, che agiscono nel Paese come polizia e autorità, hanno tentato più volte di costringerlo a ritrattare la sua conversione.
Poiché si è rifiutato di negare la sua fede cristiana, il convertito libico è stato accusato di apostasia e condannato a morte da una corte d'appello.
Tecnicamente, la Libia non ha leggi nazionali relative all'apostasia. Tuttavia, un organo legislativo eletto dal 2012 al 2014, il Congresso Nazionale Generale, ha approvato una legge che prevede l’esecuzione capitale nel caso un convertito dall'Islam si rifiuti di ritrattare.
Le lotte per il potere interno hanno portato tensioni tra i governi di Tripoli e quello con sede a Tobruk. L'attuale parlamento con sede a Tobruk ha revocato tutte le leggi del Congresso Nazionale Generale. Tuttavia, la Corte Suprema di Tripoli sceglie ancora di osservare le vecchie leggi.
- (Fonti: International Christian Concern, 13/09/2022)
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