LIBIA: FIGLIO DELL’EX DITTATORE GHEDDAFI RISCHIA LA CONDANNA A MORTE
Saadi Gheddafi, figlio dell'ex dittatore libico, rischia la condanna a morte dopo essere stato consegnato ai
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Saadi Gheddafi, figlio dell'ex dittatore libico, rischia la condanna a morte dopo essere stato consegnato ai funzionari libici dal vicino Niger. Oggi stesso è stato descritto con i capelli tagliati e la barba rasata, dopo aver trascorso un anno e mezzo da latitante.
La notizia sul London Evening Standard dice che Saadi è accusato di aver sparato sui manifestanti durante la rivoluzione che ha portato alla caduta di suo padre nel 2011. Fuggito attraverso il Sahara subito dopo, si sarebbe rifugiato nella capitale del Niger Niamey in una pensione statale.
In precedenza, il Niger si era rifiutato di consegnarlo alle autorità libiche, dal momento che "sicuramente rischierebbe la pena di morte."
Il governo libico ha oggi rilasciato una dichiarazione che dice: "Abbiamo ricevuto oggi Saadi Gheddafi ed è arrivato a Tripoli". E’ scritto che sarà trattato “in conformità al diritto internazionale".
Prima dell’uscita di scena di suo padre, Saadi era conosciuto per i suoi tentativi di entrare nel calcio professionistico. È stato presidente della Federazione libica di calcio e capitano della squadra nazionale libica. Ha anche cercato invano di giocare per diverse squadre italiane, non superando un test antidoping per una e quasi mai giocando per le altre.
I membri della grande famiglia di Saadi hanno subito diverse sorti dopo la rivoluzione. Il padre di Saadi è stato catturato ed ucciso poco dopo essere stato rovesciato. Due dei suoi fratelli, Saif al-Arab e Khamis, sono morti nelle prime fasi della rivoluzione, mentre un altro, Mutassim è stato ucciso dopo essere stato catturato.
Un altro fratello, Saif al-Islam è attualmente prigioniero di una milizia, mentre i restanti familiari, compresa la madre di Saadi, hanno ottenuto asilo in Oman.
Saadi potrebbe ora diventare il primo membro della sua famiglia ad essere formalmente condannato e giustiziato.
La notizia sul London Evening Standard dice che Saadi è accusato di aver sparato sui manifestanti durante la rivoluzione che ha portato alla caduta di suo padre nel 2011. Fuggito attraverso il Sahara subito dopo, si sarebbe rifugiato nella capitale del Niger Niamey in una pensione statale.
In precedenza, il Niger si era rifiutato di consegnarlo alle autorità libiche, dal momento che "sicuramente rischierebbe la pena di morte."
Il governo libico ha oggi rilasciato una dichiarazione che dice: "Abbiamo ricevuto oggi Saadi Gheddafi ed è arrivato a Tripoli". E’ scritto che sarà trattato “in conformità al diritto internazionale".
Prima dell’uscita di scena di suo padre, Saadi era conosciuto per i suoi tentativi di entrare nel calcio professionistico. È stato presidente della Federazione libica di calcio e capitano della squadra nazionale libica. Ha anche cercato invano di giocare per diverse squadre italiane, non superando un test antidoping per una e quasi mai giocando per le altre.
I membri della grande famiglia di Saadi hanno subito diverse sorti dopo la rivoluzione. Il padre di Saadi è stato catturato ed ucciso poco dopo essere stato rovesciato. Due dei suoi fratelli, Saif al-Arab e Khamis, sono morti nelle prime fasi della rivoluzione, mentre un altro, Mutassim è stato ucciso dopo essere stato catturato.
Un altro fratello, Saif al-Islam è attualmente prigioniero di una milizia, mentre i restanti familiari, compresa la madre di Saadi, hanno ottenuto asilo in Oman.
Saadi potrebbe ora diventare il primo membro della sua famiglia ad essere formalmente condannato e giustiziato.
— FONTI
- (Fonti: breitbart.com, 06/03/2014)
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