LIBIA. CONFERMATA CONDANNA CAPITALE INFERMIERE BULGARE E MEDICO PALESTINESE
la Corte Suprema libica ha confermato la condanna a morte per le cinque infemiere bulgare e il medico palestinese, accusati di aver diffuso volontariamente il virus dell'Aids nell’ospedale pediatrico di Bengasi.
1 MIN DI LETTURA

la Corte Suprema libica ha confermato la condanna a morte per le cinque infemiere bulgare e il medico palestinese, accusati di aver diffuso volontariamente il virus dell'Aids nell’ospedale pediatrico di Bengasi. Il verdetto pronunciato dal giudice Fathi Dahan non è comunque definitivo. Il Consiglio supremo della magistratura libico, presieduto dal ministro della Giustizia, potrebbe confermare o respingere la condanna a morte oppure stabilire una pena più lieve.
L'udienza odierna è durata appena cinque minuti e si è svolta in assenza dei sei imputati. Il verdetto giunge all'indomani dell'annuncio dell'accettazione da parte delle famiglie delle vittime di un accordo per il risarcimento economico.
"In nome del popolo, il tribunale ha deciso di non accettare l'istanza presentata dagli imputati e conferma la pena di morte nei loro confronti", ha dichiarato il presidente della Corte, Fathi Dahan.
Le cinque infermiere e il medico palestinese, ora naturalizzato bulgaro, sono accusati di aver volontariamente iniettato il virus Hiv su più di 400 bambini; di questi 46 sarebbero poi deceduti.
Le infermiere Kristiana Valtsheva, Nasiy Nenova, Valia Shervenyashka, Valentina Siropulo e Snezhana Dimitrova e il medico Ashraf Hajouj, sono in carcere in Libia dal 1999.
Ieri sera, la Fondazione Gheddafi, un'associazione umanitaria presieduta dal figlio del presidente libico, aveva annunciato che le famiglie avevano accettato un indennizzo da parte di un fondo speciale di assistenza alle vittime creato nel 2005 da Tripoli e Sofia sotto l'egida dell'Unione europea per sostenere le famiglie dei bambini malati.
L'udienza odierna è durata appena cinque minuti e si è svolta in assenza dei sei imputati. Il verdetto giunge all'indomani dell'annuncio dell'accettazione da parte delle famiglie delle vittime di un accordo per il risarcimento economico.
"In nome del popolo, il tribunale ha deciso di non accettare l'istanza presentata dagli imputati e conferma la pena di morte nei loro confronti", ha dichiarato il presidente della Corte, Fathi Dahan.
Le cinque infermiere e il medico palestinese, ora naturalizzato bulgaro, sono accusati di aver volontariamente iniettato il virus Hiv su più di 400 bambini; di questi 46 sarebbero poi deceduti.
Le infermiere Kristiana Valtsheva, Nasiy Nenova, Valia Shervenyashka, Valentina Siropulo e Snezhana Dimitrova e il medico Ashraf Hajouj, sono in carcere in Libia dal 1999.
Ieri sera, la Fondazione Gheddafi, un'associazione umanitaria presieduta dal figlio del presidente libico, aveva annunciato che le famiglie avevano accettato un indennizzo da parte di un fondo speciale di assistenza alle vittime creato nel 2005 da Tripoli e Sofia sotto l'egida dell'Unione europea per sostenere le famiglie dei bambini malati.
— FONTI
- (Fonti: Apcom, 11/07/2007)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE25 AGOSTO 2026
IRAN - Javad Mirhassani e Amirabbas Hatami impiccati a Gonbad-e Kavus il 25 luglio

PENA DI MORTE25 AGOSTO 2026
IRAN - Sardar Ghaderi giustiziato a Urmia il 25 luglio

PENA DI MORTE23 AGOSTO 2026
IRAN - Mahnam Navab Safavi condannato a morte

PENA DI MORTE30 LUGLIO 2026
NIGERIA: CONDANNATA A MORTE PER L'OMICIDIO DEL NEO MARITO

PENA DI MORTE29 LUGLIO 2026
BANGLADESH: AUTISTA CONDANNATO A MORTE PER L'OMICIDIO DELLA DATRICE DI LAVORO

PENA DI MORTE28 LUGLIO 2026
