LIBIA. APPELLO A GHEDDAFI PER IL RILASCIO DELLE INFERMIERE BULGARE
un considerevole numero di personalità, tra cui lo scrittore John le Carre, il linguista Noam Chomsky e l’attore Ian McKellen, hanno inviato una lettera aperta al Presidente libico Muammar Gaddafi sul caso delle cinque infermiere bulgare.
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un considerevole numero di personalità, tra cui lo scrittore John le Carre, il linguista Noam Chomsky e l’attore Ian McKellen, hanno inviato una lettera aperta al Presidente libico Muammar Gaddafi sul caso delle cinque infermiere bulgare. Le infermiere ed il dottore palestinese erano stati condannati a morte nel maggio 2004 con l’accusa di aver trasmesso a circa 400 bambini libici del sangue infetto da AIDS. I rappresentanti del Progetto dei medici bulgari per la solidarietà hanno consegnato la lettera all’Ambasciata belga a Londra.
"In un recente discorso (il 1 novembre 2004) rivolto a giudici, avvocati, studenti di legge e a loro docenti, Lei ha ripetuto che il suo obiettivo è vedere abolita la pena di morte nel suo paese. Voi avete pienamente ragione nel dire che un simile passaggio rappresenta un progresso sociale ed è "uno dei frutti di una mente civilizzata," hanno detto nella lettera.
"Lei ha recentemente dimostrato di voler rimuovere l’ostacolo per migliori relazioni tra la Libia e la Comunità Internazionale. Non vi sarebbe modo migliore per provare la Sua determinazione nel "magnificare l’immagine della Libia nel mondo" (come ha detto il Prof. Montagnier) che assicurare che le sei persone accusate ed erroneamente condannate in relazione ai fatti di Bengasi, siano rilasciate e possano ritornare nelle loro famiglie e nelle loro case," si legge ancora nella lettera. I firmatari della lettera aperta includono John McCarthy, Misha Glenny, Neil Hannon, Devendra Banhart, Zhelyu Zhelev e Peter Stoyanov, la Fondazione Medica, l’Associazione medici bulgari, L’Associazione degli avvocato bulgari per i diritti umani, il Co-ordinatore del Consiglio dell’Organizzazione Armena, Consiglio della Diocesi armena della Chiesa apostolica in Bulgaria.
"In un recente discorso (il 1 novembre 2004) rivolto a giudici, avvocati, studenti di legge e a loro docenti, Lei ha ripetuto che il suo obiettivo è vedere abolita la pena di morte nel suo paese. Voi avete pienamente ragione nel dire che un simile passaggio rappresenta un progresso sociale ed è "uno dei frutti di una mente civilizzata," hanno detto nella lettera.
"Lei ha recentemente dimostrato di voler rimuovere l’ostacolo per migliori relazioni tra la Libia e la Comunità Internazionale. Non vi sarebbe modo migliore per provare la Sua determinazione nel "magnificare l’immagine della Libia nel mondo" (come ha detto il Prof. Montagnier) che assicurare che le sei persone accusate ed erroneamente condannate in relazione ai fatti di Bengasi, siano rilasciate e possano ritornare nelle loro famiglie e nelle loro case," si legge ancora nella lettera. I firmatari della lettera aperta includono John McCarthy, Misha Glenny, Neil Hannon, Devendra Banhart, Zhelyu Zhelev e Peter Stoyanov, la Fondazione Medica, l’Associazione medici bulgari, L’Associazione degli avvocato bulgari per i diritti umani, il Co-ordinatore del Consiglio dell’Organizzazione Armena, Consiglio della Diocesi armena della Chiesa apostolica in Bulgaria.
— FONTI
- (Fonti: Bulgarian News Agency, 17/02/2005)
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