l’ex Tenente Generale Chalor Kerdthed è stato condannato a morte
l’ex Tenente Generale Chalor Kerdthed è stato condannato a morte da una corte d’appello tailandese per aver organizzato un duplice omicidio collegato ad un furto di gioielli avvenuto nel 1989 in Arabia Saudita.
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l’ex Tenente Generale Chalor Kerdthed è stato condannato a morte da una corte d’appello tailandese per aver organizzato un duplice omicidio collegato ad un furto di gioielli avvenuto nel 1989 in Arabia Saudita. Chalor, un collega della polizia e altri due uomini erano stati condannati all’ergastolo da un tribunale penale di Bangkok nel 2002, per il sequestro e l’omicidio della moglie e del figlio 14enne del mercante di gioielli Santi Srithanakhan.
La Corte d’Appello ha ribaltato una delle sentenze ordinando che il 69enne Chalor venisse condannato a morte. Il giudice ha confermato le condanne per gli altri tre imputati. I gioielli erano stati rubati dal palazzo del principe in Arabia Saudita da un lavoratore tailandese e la maggior parte non sono mai stati ritrovati, un fatto che continua a mettere a dura prova le relazioni tra Arabia Saudita e Tailandia.
Il ladro ha smerciato le gemme in Tailandia, riuscendo a venderle prima di essere catturato. Alcuni dei preziosi sono stati ritrovati in possesso di diversi commercianti, tra cui Santi, che ha collaborato all’arresto del ladro.
Chalor, allora vice commissario di polizia incaricato delle indagini, ha fatto pressione su Santi affinché trovasse le altre gemme, sequestrando sua moglie e suo figlio nel 1994. Conosciuto come un duro investigatore disposto a prendere scorciatoie, non è mai stato chiaro se i superiori di Chalor abbiano accondisceso alle sue tattiche, desiderosi che si chiudesse il caso perché pressati per motivi diplomatici. I corpi della moglie e del figlio di Chalor sono stati ritrovati in un’auto distrutta, ma le prove scientifiche hanno dimostrato che la scena del delitto era stata manomessa per far pensare ad un incidente.
Chalor e i suoi colleghi sono stati successivamente arrestati per aver estorto un riscatto da Santi, e per l’omicidio della moglie e del figlio. Santi ed altri tre commercianti di gioielli sono stati condannati aver maneggiato beni rubati.
La Corte d’Appello ha ribaltato una delle sentenze ordinando che il 69enne Chalor venisse condannato a morte. Il giudice ha confermato le condanne per gli altri tre imputati. I gioielli erano stati rubati dal palazzo del principe in Arabia Saudita da un lavoratore tailandese e la maggior parte non sono mai stati ritrovati, un fatto che continua a mettere a dura prova le relazioni tra Arabia Saudita e Tailandia.
Il ladro ha smerciato le gemme in Tailandia, riuscendo a venderle prima di essere catturato. Alcuni dei preziosi sono stati ritrovati in possesso di diversi commercianti, tra cui Santi, che ha collaborato all’arresto del ladro.
Chalor, allora vice commissario di polizia incaricato delle indagini, ha fatto pressione su Santi affinché trovasse le altre gemme, sequestrando sua moglie e suo figlio nel 1994. Conosciuto come un duro investigatore disposto a prendere scorciatoie, non è mai stato chiaro se i superiori di Chalor abbiano accondisceso alle sue tattiche, desiderosi che si chiudesse il caso perché pressati per motivi diplomatici. I corpi della moglie e del figlio di Chalor sono stati ritrovati in un’auto distrutta, ma le prove scientifiche hanno dimostrato che la scena del delitto era stata manomessa per far pensare ad un incidente.
Chalor e i suoi colleghi sono stati successivamente arrestati per aver estorto un riscatto da Santi, e per l’omicidio della moglie e del figlio. Santi ed altri tre commercianti di gioielli sono stati condannati aver maneggiato beni rubati.
— FONTI
- (Fonti: AP, 03/03/2006)
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