Le donne iraniane hanno iniziato un dialogo con i capi...
Le donne iraniane hanno iniziato un dialogo con i capi religiosi islamici per chiedere che il "prezzo del sangue" da pagare per l'omicidio di una donna sia pari a quello pagato per un uomo
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Le donne iraniane hanno iniziato un dialogo con i capi religiosi islamici per chiedere che il "prezzo del sangue" da pagare per l'omicidio di una donna sia pari a quello pagato per un uomo.
Secondo la rigida interpretazione sciita dell'islam il compenso da pagare per la perdita della vita di una donna � pari alla met� di quella di un uomo.
"Abbiamo spedito lettera ai pi� alti rappresentati religiosi? per ottenere il loro parere sull'equiparazione del prezzo del sangue tra un uomo e una donna mussulmani," ha detto Akram Mosavarimanesh, una parlamentare.
Una recente proposta che chiedeva di equiparare il compenso pagato ai familiari di vittime non mussulmane a quello offerto per i mussulmani, ha dato al dibattito sul prezzo del sangue nuovi impulsi, ha detto il gruppo di donne parlamentari che sta promovendo il cambiamento.
Il codice penale iraniano ha mantenuto una vecchia definizione islamica del prezzo del sangue: 100 cammelli, 200 vacche, 1,000 pecore, 200 vestiti di seta, 1,000 monete d'oro o 10,000 monete d'argento. Le autorit� hanno tradotto l'equivalente in soldi per semplificare la questione.
La magistratura iraniana ha stabilito che la cifra che un assassino deve pagare alla famiglia della vittima per scampare all'esecuzione ammonta a 150 milioni di rials ($18,750) se la vittima � un uomo e la met� se donna.
I cambiamenti legislativi in Iran sono una questione molto delicata poich� nel paese tutte le leggi deve essere in accordo con i principi islamici.
"Alcuni preparativi sono stati fatti per cercare di ottenere l'approvazione ma il Corano stabilisce chiaramente che il prezzo del sangue per un donna deve essere la met� di quello di un uomo," ha dichiarato alla Reuters un alto esponente religioso.
Le rigide obiezioni dei capi religiosi derivano anche dal tradizionale ruolo dell'uomo nella societ�, come sostegno della casa, la cui morte causerebbe il crollo economico di tutta la famiglia.
Ma le donne iraniane, che godono di molti e miglior diritti che in altri paesi medio-orientali, sono attualmente membri attivi della forza lavoro, ricoprendo importanti cariche pubbliche e private.
"La partecipazione delle donne nella societ� ha cambiato le condizioni economiche delle famiglie. Molte di loro sono indispensabili al budget familiare," ha detto Fatameh Rakei, capo della commissione parlamentare sulle questioni femminili.
Un capo islamico autorizzato ad emettere decreti religiosi, l'Ayatollah Youssef Sanei, nel 2001 ha apertamente sostenuto la parit� del prezzo del sangue.
"Il prezzo del sangue � il valore della vita umana e l'essenza di una vita � data dall'anima," ha detto nella citt� santa di Qom. "L'anima che Dio ha dato a una donna non � inferiore a quella data a un uomo."
Se la proposta sar� approvata in parlamento dovr� essere inviata di fronte al rigido Guardian Council che ha la responsabilit� di assicurarsi che legislazione sia conforme alla legge islamica.
Secondo la rigida interpretazione sciita dell'islam il compenso da pagare per la perdita della vita di una donna � pari alla met� di quella di un uomo.
"Abbiamo spedito lettera ai pi� alti rappresentati religiosi? per ottenere il loro parere sull'equiparazione del prezzo del sangue tra un uomo e una donna mussulmani," ha detto Akram Mosavarimanesh, una parlamentare.
Una recente proposta che chiedeva di equiparare il compenso pagato ai familiari di vittime non mussulmane a quello offerto per i mussulmani, ha dato al dibattito sul prezzo del sangue nuovi impulsi, ha detto il gruppo di donne parlamentari che sta promovendo il cambiamento.
Il codice penale iraniano ha mantenuto una vecchia definizione islamica del prezzo del sangue: 100 cammelli, 200 vacche, 1,000 pecore, 200 vestiti di seta, 1,000 monete d'oro o 10,000 monete d'argento. Le autorit� hanno tradotto l'equivalente in soldi per semplificare la questione.
La magistratura iraniana ha stabilito che la cifra che un assassino deve pagare alla famiglia della vittima per scampare all'esecuzione ammonta a 150 milioni di rials ($18,750) se la vittima � un uomo e la met� se donna.
I cambiamenti legislativi in Iran sono una questione molto delicata poich� nel paese tutte le leggi deve essere in accordo con i principi islamici.
"Alcuni preparativi sono stati fatti per cercare di ottenere l'approvazione ma il Corano stabilisce chiaramente che il prezzo del sangue per un donna deve essere la met� di quello di un uomo," ha dichiarato alla Reuters un alto esponente religioso.
Le rigide obiezioni dei capi religiosi derivano anche dal tradizionale ruolo dell'uomo nella societ�, come sostegno della casa, la cui morte causerebbe il crollo economico di tutta la famiglia.
Ma le donne iraniane, che godono di molti e miglior diritti che in altri paesi medio-orientali, sono attualmente membri attivi della forza lavoro, ricoprendo importanti cariche pubbliche e private.
"La partecipazione delle donne nella societ� ha cambiato le condizioni economiche delle famiglie. Molte di loro sono indispensabili al budget familiare," ha detto Fatameh Rakei, capo della commissione parlamentare sulle questioni femminili.
Un capo islamico autorizzato ad emettere decreti religiosi, l'Ayatollah Youssef Sanei, nel 2001 ha apertamente sostenuto la parit� del prezzo del sangue.
"Il prezzo del sangue � il valore della vita umana e l'essenza di una vita � data dall'anima," ha detto nella citt� santa di Qom. "L'anima che Dio ha dato a una donna non � inferiore a quella data a un uomo."
Se la proposta sar� approvata in parlamento dovr� essere inviata di fronte al rigido Guardian Council che ha la responsabilit� di assicurarsi che legislazione sia conforme alla legge islamica.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 16/10/2002)
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