le autorità libiche hanno giustiziato Emad Abdul Wahed...
le autorità libiche hanno giustiziato Emad Abdul Wahed...
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le autorità libiche hanno giustiziato Emad Abdul Wahed, cittadino egiziano, insieme ad un cittadino della Libia, per un omicidio del 1995.
Wahed era in carcere dal 2005. Il capo della Centro Egiziano per l’Indipendenza Giudiziaria, Aid Nasser Amin, ha detto che la Libia ha notificato al Consolato egiziano in Libia l’avvenuta esecuzione.
Le autorità libiche hanno contattato la famiglia di Emad, attraverso il commissario della stazione di polizia di el-Marg per chiedere se volevano che il corpo di Emad fosse rimpatriato o sepolto in Libia. Emad aveva avuto il permesso di chiamare la sua famiglia prima di essere giustiziato.
Amin aveva chiesto ad un uomo d’affari egiziani di intervenire velocemente dicendo di “sperare di poter risolvere la questione degli altri 11 egiziani nel braccio della morte, la cui esecuzione potrebbe essere evitata col pagamento del prezzo del sangue.”
Amin aveva spedito una lettera al coordinatore delle relazione tra Egitto e Libia, Ahmed Kazaf el-Dam, pregandolo di fermare l’esecuzione, ma era troppo tardi. Secondo Amnesty International, un altro egiziano è stato giustiziato in Libia all’inizio dell’anno. Altri 23 circa, al 29 febbraio 2008, erano ancora detenuti nel braccio della morte. Oltre ai 23 egiziani, almeno altri 15 stranieri risultano detenuti nel braccio della morte in Libia, tra cui un ghanese, otto algerini e sei nigeriani, la maggior parte condannati per omicidio.
Wahed era in carcere dal 2005. Il capo della Centro Egiziano per l’Indipendenza Giudiziaria, Aid Nasser Amin, ha detto che la Libia ha notificato al Consolato egiziano in Libia l’avvenuta esecuzione.
Le autorità libiche hanno contattato la famiglia di Emad, attraverso il commissario della stazione di polizia di el-Marg per chiedere se volevano che il corpo di Emad fosse rimpatriato o sepolto in Libia. Emad aveva avuto il permesso di chiamare la sua famiglia prima di essere giustiziato.
Amin aveva chiesto ad un uomo d’affari egiziani di intervenire velocemente dicendo di “sperare di poter risolvere la questione degli altri 11 egiziani nel braccio della morte, la cui esecuzione potrebbe essere evitata col pagamento del prezzo del sangue.”
Amin aveva spedito una lettera al coordinatore delle relazione tra Egitto e Libia, Ahmed Kazaf el-Dam, pregandolo di fermare l’esecuzione, ma era troppo tardi. Secondo Amnesty International, un altro egiziano è stato giustiziato in Libia all’inizio dell’anno. Altri 23 circa, al 29 febbraio 2008, erano ancora detenuti nel braccio della morte. Oltre ai 23 egiziani, almeno altri 15 stranieri risultano detenuti nel braccio della morte in Libia, tra cui un ghanese, otto algerini e sei nigeriani, la maggior parte condannati per omicidio.
— FONTI
- (Fonti: news.egypt.com 19/03/2008)
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