L'apparato giudiziario iraniano, appartenente alla...
L'apparato giudiziario iraniano, appartenente alla linea dura, ha messo al bando l'uso della tortura, utilizzata normalmente, a quanto riferiscono gruppi in difesa dei diritti umani, dalle organizzazioni per la sicurezza della Repubblica Islamica per
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L'apparato giudiziario iraniano, appartenente alla linea dura, ha messo al bando l'uso della tortura, utilizzata normalmente, a quanto riferiscono gruppi in difesa dei diritti umani, dalle organizzazioni per la sicurezza della Repubblica Islamica per ottenere le confessioni. La Costituzione iraniana specificamente vieta l'uso della tortura sui detenuti. Ma diversi tentativi approntati dal parlamento a maggioranza riformista tesi a far approvare una legge che vieta la tortura sono stati bloccati da un comitato di controllo costituzionale guidato da religiosi appartenenti alla linea dura. "Qualsiasi tortura usata per ottenere confessioni � messa al bando e le confessioni ottenute tramite tortura non sono legittime e legali", ha detto il capo dell'apparato giudiziario Ayatollah Mahmoud Hashemi-Shahroudi in una direttiva rivolta all'apparato. Legislatori e attivisti politici hanno detto che il documento � una tacita ammissione del fatto che la tortura � una pratica ancora prevalente. Amnesty International ha salutato con favore la notizia ma si pone domande sulla sua logica. "Amnesty International saluta ovviamente con favore il documento con cui l'Iran si impegna ad aderire alle proprie leggi riguardanti la tortura. Gli iraniani devono cominciare ad applicare le proprie leggi che gi� vietano la tortura", ha detto una portavoce di AI. La situazione dei diritti umani � stata spesso criticata dai governi occidentali. L'Unione Euopea � stata coinvolta in un dialogo sui diritti umani con l'Iran per circa due anni. Ma i funzionari europei hanno privatamente affermato che gli incontri hanno ottenuto poco, salvo una sospensione dell'uso della lapidazione per giustiziare le donne. Shahroudi ha dato ordine ai funzionari affinch� "il bendare, il legare, il pestare e l'insultare i detenuti sia bandito durante l'arresto, gli interrogatori e l'inchiesta". Egli ha sottolineato che i detenuti non devono essere privati del loro diritto a una difesa, che le detenzioni non necessarie devono essere evitate e che le confessioni devono essere scritte e controllate dagli imputati.
— FONTI
- (Fonti: Reuters News, 28/04/2004)
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