L'Alta Corte di Madras ha commutato in ergastolo la...
L'Alta Corte di Madras ha commutato in ergastolo la condanna a morte del 32enne Marimuthu
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L'Alta Corte di Madras ha commutato in ergastolo la condanna a morte del 32enne Marimuthu. Marimuthu, del villaggio di Thiruvannamalai, nei pressi di Srivilliputtur, era stato condannato a morte da un tribunale di primo grado il 6 febbraio 2004 per aver ucciso sua moglie, Perumal Ammal, e i genitori di lei, Thangaia Pillai e Vellayammal, nel maggio 1999. Marimuthu, che aveva gi� tre mogli, ha ucciso i tre perch� si opponevano alla sua proposta di matrimonio.
Durante l'udienza dell'Alta Corte, il collegio di difesa di Marimuthi ha detto che il processo di primo grado non ha preso nota del fatto che l'imputato non aveva motivo per commettere il reato e che vi erano contraddizioni materiali nella prova fornita dai testimoni dell'accusa. "Siamo convinti che non vi era premeditazione nell'omicidio. Non vi era un antico rancore e anche se egli ha ucciso tre innocenti, non si � trattato di un reato organizzato e premeditato, come richiede la condanna a morte", ha dichiarato il collegio di giudici, composto dal giudice Justice P. Sathasivam e dal giudice S.R. Singharavelu.
"La legge stabilisce che a meno che la natura del crimine e le circostanze del reato non rivelino che l'imputato � una minaccia per la societ� e che l'ergastolo sarebbe una condanna inadeguata, la corte deve imporre una pena pi� lieve", hanno osservato i giudici. "Il mero fatto che sua moglie e i suoi suoceri sono stati uccisi non � sufficiente a portare il caso nella categoria dei casi pi� rari tra i pi� rari casi", hanno detto.
Durante l'udienza dell'Alta Corte, il collegio di difesa di Marimuthi ha detto che il processo di primo grado non ha preso nota del fatto che l'imputato non aveva motivo per commettere il reato e che vi erano contraddizioni materiali nella prova fornita dai testimoni dell'accusa. "Siamo convinti che non vi era premeditazione nell'omicidio. Non vi era un antico rancore e anche se egli ha ucciso tre innocenti, non si � trattato di un reato organizzato e premeditato, come richiede la condanna a morte", ha dichiarato il collegio di giudici, composto dal giudice Justice P. Sathasivam e dal giudice S.R. Singharavelu.
"La legge stabilisce che a meno che la natura del crimine e le circostanze del reato non rivelino che l'imputato � una minaccia per la societ� e che l'ergastolo sarebbe una condanna inadeguata, la corte deve imporre una pena pi� lieve", hanno osservato i giudici. "Il mero fatto che sua moglie e i suoi suoceri sono stati uccisi non � sufficiente a portare il caso nella categoria dei casi pi� rari tra i pi� rari casi", hanno detto.
— FONTI
- (Fonti: The Hindu, 27/03/2004)
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