l’Alta Corte di Dawadmi, in Arabia Saudita...
l’Alta Corte di Dawadmi, in Arabia Saudita...
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l’Alta Corte di Dawadmi, in Arabia Saudita, ha posticipato a data da stabilirsi, il caso della cittadina dello Sri Lanka, Rizana Nafeek, condannata a morte nel 2007, per l’omicidio di un bambino. Ora il suo futuro dipende per lo più dalla sua presunta confessione.
Il rinvio è stato deciso dopo che i due testimoni, che erano stati convocati per garantire sull’attendibilità del traduttore Tamil incaricato di tradurre la confessione, non si sono presentati in tribunale.
La corte, presieduta dal giudice Abdullah Al-Rosaimi, ha rimandato il caso per poter ascoltare i due testimoni circa l’onestà, l’integrità e l’abilità di Mustaffa Saibo, nel tradurre dal Tamil.
Nell’ultima udienza, il 4 novembre, l’avvocato di Nafeek, Kateb Al-Shammari, ha detto che Saibo avrebbe dovuto essere interrogato in tribunale per chiarire con accuratezza la sua traduzione.
L’avvocato ha detto che il tribunale non dovrebbe arrivare ad alcuna conclusione senza verificare la veridicità delle dichiarazioni di Saibo, sulle quali si basa la condanna a morte. L’Alta Corte di Dawadmi ha rivisto il caso su richiesta del Consiglio Supremo della Magistratura.
Nafeek lavorava come badante in una casa a Dawadami, quando un incidente, nel 2005, ha portato alla morte di un neonato. Risana aveva sostenuto che il bambino si era strozzato accidentalmente e che lei aveva tentato di salvarlo ma i genitori avevano sostenuto trattarsi di omicidio premeditato.
Il rinvio è stato deciso dopo che i due testimoni, che erano stati convocati per garantire sull’attendibilità del traduttore Tamil incaricato di tradurre la confessione, non si sono presentati in tribunale.
La corte, presieduta dal giudice Abdullah Al-Rosaimi, ha rimandato il caso per poter ascoltare i due testimoni circa l’onestà, l’integrità e l’abilità di Mustaffa Saibo, nel tradurre dal Tamil.
Nell’ultima udienza, il 4 novembre, l’avvocato di Nafeek, Kateb Al-Shammari, ha detto che Saibo avrebbe dovuto essere interrogato in tribunale per chiarire con accuratezza la sua traduzione.
L’avvocato ha detto che il tribunale non dovrebbe arrivare ad alcuna conclusione senza verificare la veridicità delle dichiarazioni di Saibo, sulle quali si basa la condanna a morte. L’Alta Corte di Dawadmi ha rivisto il caso su richiesta del Consiglio Supremo della Magistratura.
Nafeek lavorava come badante in una casa a Dawadami, quando un incidente, nel 2005, ha portato alla morte di un neonato. Risana aveva sostenuto che il bambino si era strozzato accidentalmente e che lei aveva tentato di salvarlo ma i genitori avevano sostenuto trattarsi di omicidio premeditato.
— FONTI
- (Fonti: Arab News, 04/01/2009)
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