La sezione spagnola di Amnesty International ha consegnato...
La sezione spagnola di Amnesty International ha consegnato all'ambasciata nigeriana a Madrid altre 310
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La sezione spagnola di Amnesty International ha consegnato all'ambasciata nigeriana a Madrid altre 310.000 firme sulla richiesta di liberare Amina Nawal, la donna condannata a morte per lapidazione nel paese africano.
La coordinatrice del programma di azione di AI in Spagna, Julia Tamayo, ha consegnato la petizione - sottoscritta ad oggi da quasi mezzo milione di persone - ai funzionari dell'ambasciata nigeriana e ha raccomandato agli spagnoli "di continuare a dare un aiuto, come hanno fatto fino ad oggi, per mettere fine a questo tipo di punizione inumana e degradante."
La Tamayo ha anche denunciato la situazione delle donne pachistane che subiscono "abusi fisici, stupri, aggressioni con l'acido e con il fuoco, massacri, che ci hanno spinto a fare appello alle autorit� pakistane affinch� proteggano le donne e compiano passi concreti per prevenire il ripetersi di fatti di questo genere."
L'attivista per i diritti umani si riferisce al caso di un consiglio tribale pachistano che nel giugno scorso ha ordinato lo stupro di massa di una ragazza di 18 anni per umiliare la sua famiglia, come vendetta per il "crimine" commesso dal fratello undicenne, che aveva passeggiato, senza essere accompagnato, al fianco di una ragazza di una casta superiore.
Per quanto riguarda il caso della donna nigeriana, la Tamayo ha sottolineato che sentenze di questo tipo "vengono inflitte alle donne pi� povere, come Amina. Anche le donne che sono state stuprate possono essere condannate per avere avuto relazioni extra-coniugali e condannate alla flagellazione." La donna nigeriana, divorziata, � stata processata da una corte islamica senza assistenza legale, e condannata alla lapidazione per avere avuto un bambino fuori dal matrimonio.
Tamayo, accompagnata da diversi militanti di AI, ha reso noto che una corte islamica d'appello, che aveva gi� rinviato per due volte l'udienza, ha fissato la nuova data per il processo all'8 luglio. La corte ha finora rifiutato di prendere in esame la richiesta d'appello. La Tamayo ha spiegato che nell'udienza dell'8 luglio "il giudice di sharia potr� confermare la sentenza o fissare una nuova udienza, il che costituirebbe il quarto rinvio della sentenza, e in questo caso verr� presentato un nuovo appello, questa volta alla corte federale."
Nella solo Spagna, le organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno raccolto oltre 1.100.000 firme per chiedere l'abolizione delle leggi che permettono la lapidazione, ha detto Tamayo, aggiungendo che le firme "dimostrano che questo tipo di punizione non � accettabile da parte di societ� come quella spagnola."
La coordinatrice del programma di azione di AI in Spagna, Julia Tamayo, ha consegnato la petizione - sottoscritta ad oggi da quasi mezzo milione di persone - ai funzionari dell'ambasciata nigeriana e ha raccomandato agli spagnoli "di continuare a dare un aiuto, come hanno fatto fino ad oggi, per mettere fine a questo tipo di punizione inumana e degradante."
La Tamayo ha anche denunciato la situazione delle donne pachistane che subiscono "abusi fisici, stupri, aggressioni con l'acido e con il fuoco, massacri, che ci hanno spinto a fare appello alle autorit� pakistane affinch� proteggano le donne e compiano passi concreti per prevenire il ripetersi di fatti di questo genere."
L'attivista per i diritti umani si riferisce al caso di un consiglio tribale pachistano che nel giugno scorso ha ordinato lo stupro di massa di una ragazza di 18 anni per umiliare la sua famiglia, come vendetta per il "crimine" commesso dal fratello undicenne, che aveva passeggiato, senza essere accompagnato, al fianco di una ragazza di una casta superiore.
Per quanto riguarda il caso della donna nigeriana, la Tamayo ha sottolineato che sentenze di questo tipo "vengono inflitte alle donne pi� povere, come Amina. Anche le donne che sono state stuprate possono essere condannate per avere avuto relazioni extra-coniugali e condannate alla flagellazione." La donna nigeriana, divorziata, � stata processata da una corte islamica senza assistenza legale, e condannata alla lapidazione per avere avuto un bambino fuori dal matrimonio.
Tamayo, accompagnata da diversi militanti di AI, ha reso noto che una corte islamica d'appello, che aveva gi� rinviato per due volte l'udienza, ha fissato la nuova data per il processo all'8 luglio. La corte ha finora rifiutato di prendere in esame la richiesta d'appello. La Tamayo ha spiegato che nell'udienza dell'8 luglio "il giudice di sharia potr� confermare la sentenza o fissare una nuova udienza, il che costituirebbe il quarto rinvio della sentenza, e in questo caso verr� presentato un nuovo appello, questa volta alla corte federale."
Nella solo Spagna, le organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno raccolto oltre 1.100.000 firme per chiedere l'abolizione delle leggi che permettono la lapidazione, ha detto Tamayo, aggiungendo che le firme "dimostrano che questo tipo di punizione non � accettabile da parte di societ� come quella spagnola."
— FONTI
- (Fonti: EFE, 05/07/2002)
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