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IRAN

La pena di morte è prevista per: omicidio, rapina a...

La pena di morte è prevista per: omicidio, rapina a mano armata, stupro, blasfemia, apostasia, cospirazione contro il Governo, adulterio, prostituzione, omosessualità, reati legati alla droga

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La pena di morte � prevista per: omicidio, rapina a mano armata, stupro, blasfemia, apostasia, cospirazione contro il Governo, adulterio, prostituzione, omosessualit�, reati legati alla droga.
La legge iraniana prevede la pena di morte per il possesso di pi� di 30 grammi di eroina o di 5 chili di oppio. Dal 1991 al 2001 sono stati giustiziati in Iran circa 5.000 spacciatori di droga. Pi� di 90.000 persone, pressappoco il 60% della popolazione carceraria, sono in prigione per reati di droga. Il paese ha circa 2 milioni di dipendenti da oppio e eroina e il dato � in continua crescita. Secondo le stesse autorit�, che per� non forniscono statistiche ufficiali, molte esecuzioni in Iran sono relative a reati di droga, ma � opinione di osservatori sui diritti umani che molti di quelli giustiziati per reati comuni, in particolare per droga, possano essere in realt� oppositori politici.
La legge islamica (art. 179 della Legge sulle Punizioni Islamiche) vieta l�uso di bevande alcoliche che � punito con la fustigazione e anche con la pena di morte per chi viola questa disposizione per tre volte.
Non c�� solo la pena di morte, secondo i dettami della Sharia iraniana, ci sono anche le frustate per chi ha rapporti sessuali prima del matrimonio, le fustigazioni per chi consuma alcool, il taglio delle mani e dei piedi per i ladruncoli. Non si tratta di casi isolati e avvengono in aperto contrasto con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici a cui l�Iran ha aderito e che queste pratiche vieta.
In base al Codice Penale in vigore, le ragazze di nove anni e i ragazzi di 15 possono essere giustiziati.
Nel dicembre 2003, il parlamento iraniano ha approvato una legge che stabilisce tribunali speciali per giudicare i minorenni ed esclude l�esecuzione di persone che avevano meno di 18 anni al momento del fatto. La proposta, che dopo l�approvazione del parlamento attende quella dell�organo superiore di controllo legislativo, il Consiglio dei Guardiani, escluderebbe i minori anche dall'ergastolo e dalle frustate.
Al 16 gennaio 2005, erano circa 30 i minori di 18 anni condannati a morte detenuti nel carcere minorile di Teheran e in quello di Rajai-Shahr.  
Secondo la legge islamica, i parenti della vittima di un delitto possono richiedere un compenso in denaro (detto �prezzo del sangue�), graziare l�autore del fatto o permettere che l�esecuzione della pena abbia luogo. La legge iraniana stabilisce che il "prezzo del sangue" di una donna sia la met� di quello di un uomo. Inoltre, se uccide una donna, un uomo non potr� essere giustiziato, anche se condannato a morte, senza che la famiglia della donna abbia prima pagato a quella dell'assassino la met� del suo prezzo del sangue.
Il 27 dicembre 2003, dopo un verdetto favorevole emesso dal leader supremo Ayatollah Ali Khamenei, � entrata in vigore una legge del Parlamento varata a gennaio che garantisce alle minoranze non musulmane il diritto allo stesso �prezzo del sangue� dei musulmani, che attualmente corrisponde a 150 milioni di riyal (18.750 dollari). Il prezzo del sangue per la vita di una donna continuer� per� a essere la met� di quello per la vita di un uomo.
Le esecuzioni avvengono solitamente per impiccagione, ma anche tramite lapidazione. In questo caso, il condannato viene avvolto da capo a piedi in un sudario bianco e interrato (la donna fino alle ascelle, l�uomo fino alla vita); un carico di pietre viene portato sul luogo e funzionari incaricati o in alcuni casi semplici cittadini autorizzati dalle autorit�, compiono l�esecuzione. L�art. 104 del Codice Penale stabilisce che �le pietre non devono essere cos� grandi da provocare la morte con uno o due colpi�, in modo che la morte sia lenta e dolorosa. Se il condannato riesce in qualche modo a sopravvivere, rester� imprigionato per almeno 15 anni, ma non verr� giustiziato. Si tratta di una punizione che colpisce soprattutto le donne e che � criticata anche nell�Iran stesso. L�ex Presidente, l�ayatollah Akbar Hashemi Rafsanjani, la defin� una pratica arretrata usata dai giudici nelle zone rurali. I difensori della lapidazione sostengono che le prove necessarie per dimostrare l�adulterio (4 testimoni maschi) rendono la lapidazione estremamente rara.
Il 27 maggio 2003, il Grande Ayatollah Naser Makarem Shirazi ha emesso un editto religioso che impone ai giudici di non ordinare esecuzioni mediante lapidazione. L�editto va nella direzione di una conclusione formale della controversa pratica. Sul finire del 2002, la magistratura aveva emesso un ordine provvisorio affinch� i giudici sanzionassero l�adulterio con pene diverse dalla lapidazione, ma la misura per divenire legge definitiva avrebbe bisogno del voto da parte del Parlamento e poi dell�approvazione da parte degli organi di controllo legislativi: Consiglio dei Guardiani e Consiglio di Arbitrato. Non � chiaro quale sia la punizione alternativa. Secondo il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, 25 persone, 17 delle quali donne, sono state condannate alla lapidazione da quando Khatami � salito alla Presidenza nel 1997. Due persone, un uomo e una donna, sono stati lapidati nel 2002.
Ogni anno, l�Iran figura regolarmente tra i primi paesi-boia del mondo. La Cina � di gran lunga il pi� giustiziere, ma in rapporto alla popolazione la pena di morte in Iran � praticata tanto quanto in Cina.
Nel 2003, sono state registrate almeno 154 esecuzioni, tra cui quelle di una donna e un minore. Risultano �in diminuzione� rispetto al 2002 quando le esecuzioni in Iran erano state almeno 316, tra cui quella di una donna tramite lapidazione, ma � pi� probabile che il numero reale sia molto pi� alto. Le autorit� non forniscono statistiche ufficiali, e i numeri riportati sono relativi alle sole notizie pubblicate dai giornali iraniani, che evidentemente non riportano tutte le esecuzioni.