La pena di morte è prevista per: omicidio, rapina a...
La pena di morte è prevista per: omicidio, rapina a mano armata, stupro, blasfemia, cospirazione contro il Governo, adulterio, prostituzione, omosessualità, reati legati alla droga
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La pena di morte è prevista per: omicidio, rapina a mano armata, stupro, blasfemia, cospirazione contro il Governo, adulterio, prostituzione, omosessualità, reati legati alla droga.
Dal 1991 sono stati giustiziati in Iran circa 5.000 spacciatori di droga. Più di 90.000 persone, pressappoco il 60% della popolazione carceraria, sono in prigione per reati di droga. Il paese ha circa 2 milioni di dipendenti da oppio e eroina e il dato è in continua crescita.
La legge islamica vieta l'uso di bevande alcoliche e prevede la pena di morte per chi viola questa disposizione per tre volte. Secondo i dati forniti da Amnesty International nel 2001 vi sarebbero stati almeno 250 casi di fustigazione.
Le esecuzioni avvengono solitamente per impiccagione, ma anche tramite lapidazione. In questo caso, il condannato viene avvolto da capo a piedi in un sudario bianco e interrato (la donna fino alle ascelle, l'uomo fino alla vita); un carico di pietre viene portato sul luogo e funzionari incaricati o in alcuni casi semplici cittadini autorizzati dalle autorità, compiono l'esecuzione.
L'art. 104 del codice penale stabilisce che "le pietre non devono essere così grandi da provocare la morte con uno o due colpi", in modo che la morte sia lenta e dolorosa. Se il condannato riesce in qualche modo a sopravvivere, resterà imprigionato per almeno 15 anni, ma non verrà giustiziato.
Si tratta di una punizione che colpisce soprattutto le donne e che è criticata anche nell'Iran stesso. L'ex Presidente, l'ayatollah Akbar Hashemi Rafsanjani, la definì una pratica arretrata usata dai giudici nelle zone rurali. I difensori della lapidazione sostengono che le prove necessarie per dimostrare l'adulterio (4 testimoni maschi) rendono la lapidazione estremamente rara.
Secondo il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, 25 persone, 17 delle quali donne, sono state condannate alla lapidazione da quando Khatami è salito alla Presidenza nel 1997. Due persone, un uomo e una donna, sono stati lapidati nel 2002. Altre 4 donne attendono in prigione la lapidazione.
In base alla legge islamica, se i familiari dell'ucciso concedono il perdono, il condannato deve pagare loro una somma di denaro stabilita dalla legge, il cosiddetto 'prezzo del sangue', e poi deve scontare soltanto una lieve pena detentiva.
Nel 2001 sono state registrate almeno 198 esecuzioni, tra cui quelle di 6 donne e un minore.
Secondo l'Organizzazione Mondiale contro la Tortura (OMCT), nei primi otto mesi del 2002 organi di informazione del Governo iraniano hanno reso note 250 esecuzioni. (Fonti: ANSA, 18/09/2002)
Secondo un documento segreto proveniente dall'interno del regime dei mullah e finito nelle mani dei Mujahedin del Popolo, l'opposizione armata iraniana, 407 prigionieri sarebbero stati giustiziati nella prima metà dell'anno iraniano (21 marzo-22 settembre 2002).
Secondo lo stesso documento 10 persone sarebbero state giustiziate tramite lapidazione nei primi cinque mesi dell'anno iraniano (21 marzo-22 agosto 2002). I giornali governativi hanno riportato solo 192 esecuzioni nella prima metà dell'anno, il che significa che almeno il 70% delle esecuzioni non sono state comunicate. Nessuna esecuzione tramite lapidazione è stata mai menzionata dai giornali governativi i quali hanno parlato solo di tre condanne alla lapidazione. In una dichiarazione inviata alla AFP insieme a una lista completa dei nomi, i Mujahedin hanno detto che il regime iraniano ha giustiziato o condannato a morte almeno 474 persone nel 2002.
Il numero 474 è basato su notizie riportate dalla stampa iraniana, mentre secondo l'opposizione "il numero delle esecuzioni mantenute segrete, gran parte delle quali di detenuti politici, sarebbe di gran lunga superiore." (Fonti: Iran Liberation, 04/11/2002; AFP, 20/01/2003)
Dal 1991 sono stati giustiziati in Iran circa 5.000 spacciatori di droga. Più di 90.000 persone, pressappoco il 60% della popolazione carceraria, sono in prigione per reati di droga. Il paese ha circa 2 milioni di dipendenti da oppio e eroina e il dato è in continua crescita.
La legge islamica vieta l'uso di bevande alcoliche e prevede la pena di morte per chi viola questa disposizione per tre volte. Secondo i dati forniti da Amnesty International nel 2001 vi sarebbero stati almeno 250 casi di fustigazione.
Le esecuzioni avvengono solitamente per impiccagione, ma anche tramite lapidazione. In questo caso, il condannato viene avvolto da capo a piedi in un sudario bianco e interrato (la donna fino alle ascelle, l'uomo fino alla vita); un carico di pietre viene portato sul luogo e funzionari incaricati o in alcuni casi semplici cittadini autorizzati dalle autorità, compiono l'esecuzione.
L'art. 104 del codice penale stabilisce che "le pietre non devono essere così grandi da provocare la morte con uno o due colpi", in modo che la morte sia lenta e dolorosa. Se il condannato riesce in qualche modo a sopravvivere, resterà imprigionato per almeno 15 anni, ma non verrà giustiziato.
Si tratta di una punizione che colpisce soprattutto le donne e che è criticata anche nell'Iran stesso. L'ex Presidente, l'ayatollah Akbar Hashemi Rafsanjani, la definì una pratica arretrata usata dai giudici nelle zone rurali. I difensori della lapidazione sostengono che le prove necessarie per dimostrare l'adulterio (4 testimoni maschi) rendono la lapidazione estremamente rara.
Secondo il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, 25 persone, 17 delle quali donne, sono state condannate alla lapidazione da quando Khatami è salito alla Presidenza nel 1997. Due persone, un uomo e una donna, sono stati lapidati nel 2002. Altre 4 donne attendono in prigione la lapidazione.
In base alla legge islamica, se i familiari dell'ucciso concedono il perdono, il condannato deve pagare loro una somma di denaro stabilita dalla legge, il cosiddetto 'prezzo del sangue', e poi deve scontare soltanto una lieve pena detentiva.
Nel 2001 sono state registrate almeno 198 esecuzioni, tra cui quelle di 6 donne e un minore.
Secondo l'Organizzazione Mondiale contro la Tortura (OMCT), nei primi otto mesi del 2002 organi di informazione del Governo iraniano hanno reso note 250 esecuzioni. (Fonti: ANSA, 18/09/2002)
Secondo un documento segreto proveniente dall'interno del regime dei mullah e finito nelle mani dei Mujahedin del Popolo, l'opposizione armata iraniana, 407 prigionieri sarebbero stati giustiziati nella prima metà dell'anno iraniano (21 marzo-22 settembre 2002).
Secondo lo stesso documento 10 persone sarebbero state giustiziate tramite lapidazione nei primi cinque mesi dell'anno iraniano (21 marzo-22 agosto 2002). I giornali governativi hanno riportato solo 192 esecuzioni nella prima metà dell'anno, il che significa che almeno il 70% delle esecuzioni non sono state comunicate. Nessuna esecuzione tramite lapidazione è stata mai menzionata dai giornali governativi i quali hanno parlato solo di tre condanne alla lapidazione. In una dichiarazione inviata alla AFP insieme a una lista completa dei nomi, i Mujahedin hanno detto che il regime iraniano ha giustiziato o condannato a morte almeno 474 persone nel 2002.
Il numero 474 è basato su notizie riportate dalla stampa iraniana, mentre secondo l'opposizione "il numero delle esecuzioni mantenute segrete, gran parte delle quali di detenuti politici, sarebbe di gran lunga superiore." (Fonti: Iran Liberation, 04/11/2002; AFP, 20/01/2003)
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