La pena di morte è prevista per omicidio premeditato,...
La pena di morte è prevista per omicidio premeditato...
4 MIN DI LETTURA
La pena di morte è prevista per omicidio premeditato, tentato omicidio, tradimento, spionaggio, rapina aggravata, reati di tipo economico, reati militari, collaborazionismo con Israele e terrorismo.
Libano e Israele sono tecnicamente in stato di guerra e sono più di 100 le persone arrestate in Libano a partire dal 2009 con l’accusa di aver collaborato con l’intelligence di Gerusalemme.
La pena di morte è stata reintrodotta nel 1994 col proposito dichiarato di arginare la criminalità e proteggere la società.
Il 26 luglio 2001, il Parlamento libanese ha approvato all'unanimità una legge che attribuisce ai giudici facoltà di condannare a morte gli imputati solo in casi estremi. La legge rimpiazza l'art. 302 del Codice Penale, che rendeva la pena di morte obbligatoria per tutti gli omicidi premeditati e aboliva la facoltà del giudice di considerare le attenuanti.
In base alla Costituzione del Libano, per poter procedere con un’esecuzione sono necessarie le firme del Presidente, del Primo Ministro e del Ministro della Giustizia.
L'ultima esecuzione in pubblico dopo la reintroduzione è stata effettuata il 19 maggio 1998. Oltre 1.000 persone hanno assistito all'esecuzione di due condannati per omicidio: sono stati impiccati vicino all'abitazione delle vittime e i loro corpi lasciati esposti al pubblico per un'ora. Il patibolo non funzionò a dovere e da allora la polemica sulla legge del 1994 sulla pena di morte è diventata argomento sempre più frequente di dibattito tra i politici, gli attivisti dei diritti umani e molti giudici. Tra il 1994, anno della reintroduzione e la fine del 1998 quando è stato nominato Primo Ministro Salim Hoss, un convinto abolizionista che aveva bloccato le esecuzioni, sono state eseguite 14 condanne a morte.
Nel dicembre 2001, il Presidente Emile Lahoud aveva detto di sentirsi impegnato a mantenere una moratoria sulle esecuzioni per l'intera durata del suo mandato, ma il 17 gennaio 2004 tre condannati per omicidio sono stati uccisi nel cortile della prigione di Rumieh, alla periferia di Beirut. Sono state le prime esecuzioni da quando Emile Lahoud è divenuto Presidente del Libano nel 1998.
La prima campagna in Libano contro la pena di morte risale al 1998, quando molti attivisti si sono radunati a Tabajra per protestare contro l'esecuzione di Wissam N. e Hassan A. "E’ iniziata allora la battaglia della società civile per difendere la vita e rifiutare la morte per legge", secondo Abbott Hadi Ayya, impegnato nel gruppo Giustizia e Misericordia. "La pena di morte non è una soluzione e non ha contribuito a ridurre la criminalità. Osservando la legge barbarica dell’occhio per occhio è solo aumentato il numero delle vittime."
Nel 2008, l'allora Ministro della Giustizia Ibrahim Najjar ha introdotto un disegno di legge per l'abolizione della pena di morte, ma l'emendamento deve ancora essere messo all'ordine del giorno del governo.
Nel novembre 2010, in sede di Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, il Libano ha respinto le raccomandazioni di introdurre una moratoria legale delle esecuzioni e di abolire la pena capitale. Tuttavia, “l’esecutivo per parecchi anni ha imposto una moratoria di fatto, tendendo a non prendere decisioni che ordinassero di riprendere la pratica della pena di morte”, ha sottolineato il rapporto nazionale sottoposto al Consiglio il 23 agosto 2010, nel quale si spiega che “le corti spesso riconoscono le circostanze attenuanti commutando le condanne a morte in ergastolo”.
Il 22 settembre 2011, il Parlamento ha approvato un emendamento alla legge 463/2002 relativa all'applicazione delle sentenze, che formalizza lo status di coloro che sono "condannati a morte senza essere giustiziati”. Questo emendamento segna un’evoluzione nel sistema penale libanese. Infatti, anche se la modifica non ha abolito la pena di morte, ha rafforzato la posizione delle autorità libanesi a favore di, che ha messo in atto una moratoria di fatto sulle esecuzioni.
In un sondaggio Gallup del 2012, fino al 63 per cento degli intervistati hanno dichiarato di essere a favore della pena di morte per chi è condannato per omicidio.
Anche se un gran numero di condanne a morte sono state pronunciate dall’indipendenza del Libano, solo 51 persone sono state giustiziate e nel Paese regge la moratoria di fatto delle esecuzioni in atto dal 2004. Questi dati non includono le condanne pronunciate durante gli anni della guerra civile quando il sistema giudiziario era al collasso e le milizie hanno pronunciato sentenze senza processo.
Nel 2011, sono state comminate almeno 8 nuove condanne capitali e altre 34 nel 2012, al 26 aprile, tra cui 8 per collaborazionismo con Israele.
Il 20 dicembre 2012, il Libano si è astenuto sulla risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Libano e Israele sono tecnicamente in stato di guerra e sono più di 100 le persone arrestate in Libano a partire dal 2009 con l’accusa di aver collaborato con l’intelligence di Gerusalemme.
La pena di morte è stata reintrodotta nel 1994 col proposito dichiarato di arginare la criminalità e proteggere la società.
Il 26 luglio 2001, il Parlamento libanese ha approvato all'unanimità una legge che attribuisce ai giudici facoltà di condannare a morte gli imputati solo in casi estremi. La legge rimpiazza l'art. 302 del Codice Penale, che rendeva la pena di morte obbligatoria per tutti gli omicidi premeditati e aboliva la facoltà del giudice di considerare le attenuanti.
In base alla Costituzione del Libano, per poter procedere con un’esecuzione sono necessarie le firme del Presidente, del Primo Ministro e del Ministro della Giustizia.
L'ultima esecuzione in pubblico dopo la reintroduzione è stata effettuata il 19 maggio 1998. Oltre 1.000 persone hanno assistito all'esecuzione di due condannati per omicidio: sono stati impiccati vicino all'abitazione delle vittime e i loro corpi lasciati esposti al pubblico per un'ora. Il patibolo non funzionò a dovere e da allora la polemica sulla legge del 1994 sulla pena di morte è diventata argomento sempre più frequente di dibattito tra i politici, gli attivisti dei diritti umani e molti giudici. Tra il 1994, anno della reintroduzione e la fine del 1998 quando è stato nominato Primo Ministro Salim Hoss, un convinto abolizionista che aveva bloccato le esecuzioni, sono state eseguite 14 condanne a morte.
Nel dicembre 2001, il Presidente Emile Lahoud aveva detto di sentirsi impegnato a mantenere una moratoria sulle esecuzioni per l'intera durata del suo mandato, ma il 17 gennaio 2004 tre condannati per omicidio sono stati uccisi nel cortile della prigione di Rumieh, alla periferia di Beirut. Sono state le prime esecuzioni da quando Emile Lahoud è divenuto Presidente del Libano nel 1998.
La prima campagna in Libano contro la pena di morte risale al 1998, quando molti attivisti si sono radunati a Tabajra per protestare contro l'esecuzione di Wissam N. e Hassan A. "E’ iniziata allora la battaglia della società civile per difendere la vita e rifiutare la morte per legge", secondo Abbott Hadi Ayya, impegnato nel gruppo Giustizia e Misericordia. "La pena di morte non è una soluzione e non ha contribuito a ridurre la criminalità. Osservando la legge barbarica dell’occhio per occhio è solo aumentato il numero delle vittime."
Nel 2008, l'allora Ministro della Giustizia Ibrahim Najjar ha introdotto un disegno di legge per l'abolizione della pena di morte, ma l'emendamento deve ancora essere messo all'ordine del giorno del governo.
Nel novembre 2010, in sede di Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, il Libano ha respinto le raccomandazioni di introdurre una moratoria legale delle esecuzioni e di abolire la pena capitale. Tuttavia, “l’esecutivo per parecchi anni ha imposto una moratoria di fatto, tendendo a non prendere decisioni che ordinassero di riprendere la pratica della pena di morte”, ha sottolineato il rapporto nazionale sottoposto al Consiglio il 23 agosto 2010, nel quale si spiega che “le corti spesso riconoscono le circostanze attenuanti commutando le condanne a morte in ergastolo”.
Il 22 settembre 2011, il Parlamento ha approvato un emendamento alla legge 463/2002 relativa all'applicazione delle sentenze, che formalizza lo status di coloro che sono "condannati a morte senza essere giustiziati”. Questo emendamento segna un’evoluzione nel sistema penale libanese. Infatti, anche se la modifica non ha abolito la pena di morte, ha rafforzato la posizione delle autorità libanesi a favore di, che ha messo in atto una moratoria di fatto sulle esecuzioni.
In un sondaggio Gallup del 2012, fino al 63 per cento degli intervistati hanno dichiarato di essere a favore della pena di morte per chi è condannato per omicidio.
Anche se un gran numero di condanne a morte sono state pronunciate dall’indipendenza del Libano, solo 51 persone sono state giustiziate e nel Paese regge la moratoria di fatto delle esecuzioni in atto dal 2004. Questi dati non includono le condanne pronunciate durante gli anni della guerra civile quando il sistema giudiziario era al collasso e le milizie hanno pronunciato sentenze senza processo.
Nel 2011, sono state comminate almeno 8 nuove condanne capitali e altre 34 nel 2012, al 26 aprile, tra cui 8 per collaborazionismo con Israele.
Il 20 dicembre 2012, il Libano si è astenuto sulla risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 GIUGNO 2026
USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso “pro bono”

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

PENA DI MORTE27 GIUGNO 2026
LETTERE DALL’INFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
