La Legge di Procedura Penale, che è stata riscritta...
La Legge di Procedura Penale, che è stata riscritta ed è entrata in vigore nel gennaio 1997, ha "ridotto" a 69 il numero dei reati capitali, ma già due mesi dopo sono stati aggiunti emendamenti che ne hanno aumentato il numero
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La Legge di Procedura Penale, che � stata riscritta ed � entrata in vigore nel gennaio 1997, ha �ridotto� a 69 il numero dei reati capitali, ma gi� due mesi dopo sono stati aggiunti emendamenti che ne hanno aumentato il numero. La Cina prevede due tipi di sentenza capitale: l'esecuzione immediata e la condanna �con sospensione� della pena per due anni, che diventa definitiva qualora il condannato abbia commesso altri reati durante il periodo di sospensione. Tra i reati capitali figurano reati nonviolenti come evasione delle tasse, traffico di droga, appropriazione indebita, falsificazione, frode, gioco d'azzardo, bigamia, gestione di un bordello, furto abituale, corruzione, disturbo della quiete pubblica, appropriazione indebita di fondi pubblici, contrabbando di sigarette, organizzazione di circoli pornografici, contrabbando di macchine, sfruttamento della prostituzione, speculazione, pubblicazione di materiale pornografico, furto o traffico di tesori nazionali, frode fiscale, vendita di false fatture, vendita delle pelli dei panda giganti, furto di mucche, cammelli e cavalli, vendita di falsi certificati di controllo nascite, vendita di falsi certificati di sterilit�, vendita di denaro contraffatto e caccia al panda gigante e alla scimmia d'oro. La Cina ha anche introdotto la pena di morte per la pirateria informatica e altri crimini legati a Internet. In Cina � prevista la pena di morte per chiunque sia stato condannato per traffico di un quantitativo pari o superiore a 50 grammi di eroina.
Le sentenze avvengono normalmente in campi sportivi o pubbliche piazze colmi di spettatori urlanti, con musica assordante, e sono eseguite con un colpo di fucile sparato a distanza ravvicinata al cuore oppure alla nuca con il condannato in ginocchio, le caviglie ammanettate e le mani legate dietro la schiena. Nel 1997, la Cina ha introdotto il metodo dell'iniezione letale (applicata per la prima volta nello Yunnan) e, di recente, in molte Province sono state allestite delle unit� mobili su dei furgoni da 24 posti, opportunamente modificati, che raggiungono il luogo dell'esecuzione. Il detenuto � assicurato con delle cinghie a un lettino di metallo posto sul retro del furgone. Una volta inserito l'ago, un poliziotto preme un bottone e automaticamente la sostanza letale viene iniettata nella vena. L'esecuzione pu� essere seguita su un monitor accanto al posto di guida ed eventualmente registrata. Le esecuzioni possono cos� effettuarsi in pochi minuti dopo l'emissione della condanna a morte, senza la necessit� di trasferirsi in luoghi pubblici dove possono verificarsi tumulti.
Il numero delle condanne inflitte, cos� come quello di quelle che vengono eseguite, � coperto in Cina dal segreto di stato, ma � certo che la Cina detiene il record mondiale di esecuzioni. Il Governo cinese sta considerando di restituire alla Corte Suprema del Popolo il potere esclusivo di approvare le condanne a morte, come � stato fino al 1983, quando il potere di emettere gli ordini di esecuzione � stato concesso anche alle Alte Corti delle Province, che sono 300 in tutto il paese. Attualmente la Corte Suprema rivede solo una minoranza di questi casi, consentendo alle Corti Provinciali che emettono condanne a morte di rivedere le loro stesse sentenze. La restituzione alla Corte Suprema di questo potere, dovrebbe ridurre notevolmente il numero delle esecuzioni.
Secondo quanto pubblicato nel volume Disidai o La Quarta Generazione, scritto da un membro interno del partito che ha usato lo pseudonimo di Zong Hairen e riportato in un articolo pubblicato sull'Asian Wall Street Journal nell'ottobre 2002, 15.000 persone sono state mandate a morte ogni anno in Cina per presunti crimini dal 1998 al 2001. Il dato � sconvolgente, oltre 4 volte pi� alto delle pi� alte cifre stimate dagli occidentali sulla carneficina giudiziaria annuale in Cina e il pi� alto in assoluto dalla Rivoluzione Culturale. Lo stesso dato � riportato anche dal libro I nuovi governanti della Cina scritto da Andrew J. Nathan e Bruce Gilley sulla base dei documenti segreti del Partito Comunista pubblicati in Disidai.
Secondo il China Daily del 9 settembre 2002, almeno 3.000 persone sarebbero state giustiziate da aprile quando il Presidente Jiang Zemin ha riattivato la campagna �Colpire duro� in occasione del suo primo anniversario.
I dati in possesso di Amnesty indicano almeno 1.060 esecuzioni nel 2002, ma la stessa organizzazione considera il numero reale molto pi� alto. Nessuno tocchi Caino stima che almeno 3.138 esecuzioni siano state effettuate in Cina nel 2002.
Secondo quanto riferito alla Reuters da una fonte giudiziaria, nel 2003 in Cina sono state giustiziate circa 5.000 persone.
Secondo Chen Zhonglin, deputato al Congresso Nazionale del Popolo di Pechino, la Cina effettua ogni anno circa 10.000 esecuzioni. La sua dichiarazione � uscita sul China Youth Daily nel marzo 2004, ed � la prima volta che una tale stima viene resa pubblica su un giornale controllato dallo stato.
Nel 2003, sono continuati in Cina gli attacchi, gli interrogatori, le incarcerazioni e i maltrattamenti fisici nei confronti di membri di movimenti religiosi o spirituali non autorizzati dallo Stato: congregazioni cattoliche e protestanti; musulmani uiguri; buddisti tibetani; Falun Gong o altri movimenti spirituali non ufficialmente registrati. Centinaia di luoghi di culto, moschee �clandestine�, templi, seminari, chiese cattoliche e chiese protestanti �domestiche�, sono stati chiusi dalla polizia e, in alcuni casi, demoliti. Migliaia di praticanti del Falun Gong sono ancora costretti in prigione, nei campi di rieducazione e nei manicomi: centinaia di loro sono morti in carcere per le torture e i maltrattamenti subiti da quando la loro persecuzione � iniziata nel 1999. In base al Rapporto relativo al 2002 del Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia, con base a Dharmsala, citt� indiana in cui vive il Dalai Lama, la Cina avrebbe giustiziato 81 prigionieri politici tibetani negli ultimi 16 anni. Il gruppo ha accusato la Cina di collegare al terrorismo figure religiose e attivisti politici, e di reprimere i tibetani con processi segreti ed esecuzioni.
Le sentenze avvengono normalmente in campi sportivi o pubbliche piazze colmi di spettatori urlanti, con musica assordante, e sono eseguite con un colpo di fucile sparato a distanza ravvicinata al cuore oppure alla nuca con il condannato in ginocchio, le caviglie ammanettate e le mani legate dietro la schiena. Nel 1997, la Cina ha introdotto il metodo dell'iniezione letale (applicata per la prima volta nello Yunnan) e, di recente, in molte Province sono state allestite delle unit� mobili su dei furgoni da 24 posti, opportunamente modificati, che raggiungono il luogo dell'esecuzione. Il detenuto � assicurato con delle cinghie a un lettino di metallo posto sul retro del furgone. Una volta inserito l'ago, un poliziotto preme un bottone e automaticamente la sostanza letale viene iniettata nella vena. L'esecuzione pu� essere seguita su un monitor accanto al posto di guida ed eventualmente registrata. Le esecuzioni possono cos� effettuarsi in pochi minuti dopo l'emissione della condanna a morte, senza la necessit� di trasferirsi in luoghi pubblici dove possono verificarsi tumulti.
Il numero delle condanne inflitte, cos� come quello di quelle che vengono eseguite, � coperto in Cina dal segreto di stato, ma � certo che la Cina detiene il record mondiale di esecuzioni. Il Governo cinese sta considerando di restituire alla Corte Suprema del Popolo il potere esclusivo di approvare le condanne a morte, come � stato fino al 1983, quando il potere di emettere gli ordini di esecuzione � stato concesso anche alle Alte Corti delle Province, che sono 300 in tutto il paese. Attualmente la Corte Suprema rivede solo una minoranza di questi casi, consentendo alle Corti Provinciali che emettono condanne a morte di rivedere le loro stesse sentenze. La restituzione alla Corte Suprema di questo potere, dovrebbe ridurre notevolmente il numero delle esecuzioni.
Secondo quanto pubblicato nel volume Disidai o La Quarta Generazione, scritto da un membro interno del partito che ha usato lo pseudonimo di Zong Hairen e riportato in un articolo pubblicato sull'Asian Wall Street Journal nell'ottobre 2002, 15.000 persone sono state mandate a morte ogni anno in Cina per presunti crimini dal 1998 al 2001. Il dato � sconvolgente, oltre 4 volte pi� alto delle pi� alte cifre stimate dagli occidentali sulla carneficina giudiziaria annuale in Cina e il pi� alto in assoluto dalla Rivoluzione Culturale. Lo stesso dato � riportato anche dal libro I nuovi governanti della Cina scritto da Andrew J. Nathan e Bruce Gilley sulla base dei documenti segreti del Partito Comunista pubblicati in Disidai.
Secondo il China Daily del 9 settembre 2002, almeno 3.000 persone sarebbero state giustiziate da aprile quando il Presidente Jiang Zemin ha riattivato la campagna �Colpire duro� in occasione del suo primo anniversario.
I dati in possesso di Amnesty indicano almeno 1.060 esecuzioni nel 2002, ma la stessa organizzazione considera il numero reale molto pi� alto. Nessuno tocchi Caino stima che almeno 3.138 esecuzioni siano state effettuate in Cina nel 2002.
Secondo quanto riferito alla Reuters da una fonte giudiziaria, nel 2003 in Cina sono state giustiziate circa 5.000 persone.
Secondo Chen Zhonglin, deputato al Congresso Nazionale del Popolo di Pechino, la Cina effettua ogni anno circa 10.000 esecuzioni. La sua dichiarazione � uscita sul China Youth Daily nel marzo 2004, ed � la prima volta che una tale stima viene resa pubblica su un giornale controllato dallo stato.
Nel 2003, sono continuati in Cina gli attacchi, gli interrogatori, le incarcerazioni e i maltrattamenti fisici nei confronti di membri di movimenti religiosi o spirituali non autorizzati dallo Stato: congregazioni cattoliche e protestanti; musulmani uiguri; buddisti tibetani; Falun Gong o altri movimenti spirituali non ufficialmente registrati. Centinaia di luoghi di culto, moschee �clandestine�, templi, seminari, chiese cattoliche e chiese protestanti �domestiche�, sono stati chiusi dalla polizia e, in alcuni casi, demoliti. Migliaia di praticanti del Falun Gong sono ancora costretti in prigione, nei campi di rieducazione e nei manicomi: centinaia di loro sono morti in carcere per le torture e i maltrattamenti subiti da quando la loro persecuzione � iniziata nel 1999. In base al Rapporto relativo al 2002 del Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia, con base a Dharmsala, citt� indiana in cui vive il Dalai Lama, la Cina avrebbe giustiziato 81 prigionieri politici tibetani negli ultimi 16 anni. Il gruppo ha accusato la Cina di collegare al terrorismo figure religiose e attivisti politici, e di reprimere i tibetani con processi segreti ed esecuzioni.
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