La Federazione Internazionale per i Diritti Umani (FHID)...
La Federazione Internazionale per i Diritti Umani (FHID) ha fortemente condannato l'esecuzione di Sani Yukubu Rodi, il 3 gennaio, condannato da una corte della sharia di Katsina per l'omicidio di una donna e dei suoi due figli
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La Federazione Internazionale per i Diritti Umani (FHID) ha fortemente condannato l'esecuzione di Sani Yukubu Rodi, il 3 gennaio, condannato da una corte della sharia di Katsina per l'omicidio di una donna e dei suoi due figli. Secondo informazioni confermate l'uomo non ha beneficiato di un processo equo e non ha avuto la possibilit� di appellarsi contro la sentenza. In accordo con la Convenzione Internazionale per i Diritti Civili e Politici, ratificata dalla Nigeria, "Chiunque ha diritto ad un'udienza pubblica e giusta davanti ad un tribunale competente, indipendente e imparziale istituito dalla legge". La FIDH si � detta molto preoccupata per la prima esecuzione ordinata dalla sharia da quando la legge islamica � stata introdotto in una dozzina di stati nel nord della Nigeria. La FIDH ha reiterato la sua totale opposizione alla pena di morte, e teme che altre condanne a morte vengano eseguite in futuro in Nigeria e che le esecuzioni ordinate dalla Sharia possano creare ulteriori tensioni tra cristiani e mussulmani. La FIDH � particolarmente preoccupata per il caso di Safiya Hussainin Tungar-Tudu, 30 anni, condannata a morte dall'Alta Corte della Sharia di Gwadabawa, il 10 ottobre, per adulterio. Il caso � attualmente sotto la Corte d'Appello di Sokoto che il 14 gennaio dovr� decidere se la donna debba essere lapidata. Un'altra donna, Hafstau Abubakar, rischia la pena di morte con la stessa crudele modalit� e sempre per adulterio. La FIDH ha sollecitato le autorit� nigeriane ad accertarsi che la legislazione non preveda l'imposizione di tali condanne a morte e di prendere le dovute misure per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali di libert� in accordo con gli strumenti internazionali per la protezione dei diritti umani e dei diritti inerenti alla vita di qualunque essere umano.
— FONTI
- (Fonti: Accra Mail, Africa News Service 14/01/2002)
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