La famiglia di Zainab Saud Aziz, una studentessa uccisa...
La famiglia di Zainab Saud Aziz, una studentessa uccisa da Mohammed Adam Omar, lo squartatore di Sana'a, si è dichiarata furiosa per non essere stata invitata ad assistere all'esecuzione dell'assassino della ragazza e, addirittura, sospettano che non sia
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La famiglia di Zainab Saud Aziz, una studentessa uccisa da Mohammed Adam Omar, lo squartatore di Sana'a, si è dichiarata furiosa per non essere stata invitata ad assistere all'esecuzione dell'assassino della ragazza e, addirittura, sospettano che non sia stato neppure giustiziato.
"Sono stato ucciso tre volte: la prima quando la mia unica figlia è stata rapita dalla sua università, la seconda quando il corpo di Zainab è stato fatto a pezzi da Omar e, infine, ora, dalle autorità dello Yemen." Questa è stata la dichiarazione che lo zio di Zainab ha rilasciato quando la famiglia ha appreso la notizia che Omar doveva essere giustiziato. I familiari hanno chiesto alle autorità che l'esecuzione fosse rinviata di qualche ora, in modo tale che potessero essere presenti anche loro.
Quando i familiari hanno contattato le autorità dello Yemen, gli è stato detto che il Presidente Ali Abdullah Saleh, durante una visita al carcere dove l'assassino di Zainab era detenuto, ha ordinato l'esecuzione di Omar senza alcun rinvio. Gli è stato comunque promesso che gli sarebbe stata consegnata la cassetta con il video dell'esecuzione di Omar. Motlak ha detto, inoltre, che la richiesta della famiglia di Zainab di poter vedere il corpo di Omar dopo l'esecuzione è stata respinta, così come la richiesta che venisse posto un telefono cellulare vicino alla testa di Omar in modo tale che essi potessero ascoltare la sua voce ed accertarsi che fosse veramente lui.
Le autorità non hanno voluto dire alla famiglia il luogo in cui Omar doveva essere sepolto. Questi rifiuti, insieme al mancato invito ad assistere all'esecuzione, ha fatto sorgere nei familiari il dubbio che egli non sia stato effettivamente giustiziato. La famiglia sostiene che un ufficiale dell'esercito di liberazione del Sudan, Romil Jonet So, è stato giustiziato al posto di Omar.
"Sono stato ucciso tre volte: la prima quando la mia unica figlia è stata rapita dalla sua università, la seconda quando il corpo di Zainab è stato fatto a pezzi da Omar e, infine, ora, dalle autorità dello Yemen." Questa è stata la dichiarazione che lo zio di Zainab ha rilasciato quando la famiglia ha appreso la notizia che Omar doveva essere giustiziato. I familiari hanno chiesto alle autorità che l'esecuzione fosse rinviata di qualche ora, in modo tale che potessero essere presenti anche loro.
Quando i familiari hanno contattato le autorità dello Yemen, gli è stato detto che il Presidente Ali Abdullah Saleh, durante una visita al carcere dove l'assassino di Zainab era detenuto, ha ordinato l'esecuzione di Omar senza alcun rinvio. Gli è stato comunque promesso che gli sarebbe stata consegnata la cassetta con il video dell'esecuzione di Omar. Motlak ha detto, inoltre, che la richiesta della famiglia di Zainab di poter vedere il corpo di Omar dopo l'esecuzione è stata respinta, così come la richiesta che venisse posto un telefono cellulare vicino alla testa di Omar in modo tale che essi potessero ascoltare la sua voce ed accertarsi che fosse veramente lui.
Le autorità non hanno voluto dire alla famiglia il luogo in cui Omar doveva essere sepolto. Questi rifiuti, insieme al mancato invito ad assistere all'esecuzione, ha fatto sorgere nei familiari il dubbio che egli non sia stato effettivamente giustiziato. La famiglia sostiene che un ufficiale dell'esercito di liberazione del Sudan, Romil Jonet So, è stato giustiziato al posto di Omar.
— FONTI
- (Fonti: Middle East Intelligence Wire, 22/06/2001)
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