La Corte Suprema iraniana ha commutato le condanne...
La Corte Suprema iraniana ha commutato le condanne a morte di almeno due ex agenti segreti condannati per gli omicidi di quattro dissidenti avvenuti nel 1998
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La Corte Suprema iraniana ha commutato le condanne a morte di almeno due ex agenti segreti condannati per gli omicidi di quattro dissidenti avvenuti nel 1998.
Mostafa Kazemi e Mehrdad Alikhani, sono stati infatti condannati all'ergastolo per aver ordinato le eliminazioni di Dariush e Parvaneh Foruhar, Mohammad Mokhtari e Mohammad Jafar Pouyandeh.
Non � chiaro se la condanna a morte di un terzo uomo sia stata commutata.
Due agenti, accusati di aver realizzato gli omicidi, sono stati condannati a 10 anni di detenzione ciascuno.
Altri sei sono stati condannati a pene detentive varianti dai due anni e mezzo ai 10 anni per il loro ruolo negli omicidi, ed altri quattro o cinque sono stati assolti, ha riportato la Associated Press.
Tutti erano stati riconosciuti colpevoli da un tribunale militare dell'Iran nel 2001, in un processo che era stato definito una messinscena dalle famiglie delle vittime e dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani.
Tuttavia nell'agosto 2002 la Corte Suprema aveva annullato alcuni verdetti e rimandato il caso alla corte militare che aveva emesso i verdetti originari, ordinando la ripetizione del processo dopo che quattro funzionari presso la corte militare erano stati arrestati per aver torturato gli imputati durante gli interrogatori.
In base alla sentenza finale della Corte Suprema, i due ex dirigenti dell'intelligence, Kazemi e Alikhani, sono stati condannati a quattro ergastoli ciascuno per aver ordinato gli omicidi.
Le vittime, Dariush Forouhar e sua moglie Parvaneh, dirigevano un piccolo partito di opposizione quando furono trovati pugnalati a morte il 22 novembre 1998.
Lo scrittore Mohammad Jafar Pouyandeh e Mohammad Mokhtari erano stati rapiti alcune settimane dopo. I loro cadaveri furono ritrovati nella periferia di Tehran. Erano stati strangolati.
Molti hanno attribuito gli omicidi dei quattro dissidenti ad elementi poco raccomandabili del Ministero Iraniano per l'Informazione, molto interessato a destabilizzare il regime riformista del Presidente Khatami.
Gli omicidi hanno anche evidenziato la continua battaglia tra Khatami e i conservatori pi� estremisti, fautori della linea dura, a capo della magistratura, e accusati dai riformisti di essere i mandanti degli omicidi.
Molti, inclusi i famigliari delle vittime, sospettano che gli uomini condannati per questi omicidi non siano che dei capri espiatori che agivano su ordine delle alte sfere del Ministero.
I conservatori iraniani di contro hanno accusato i forze straniere, tra cui Israele, di essere responsabili del crimine. Ma la rivelazione del 1999 che funzionari dell'Intelligence sarebbe coinvolti negli omicidi ha suscitato uno scandalo generale che ha portato alle dimissioni ministeriali.
Mostafa Kazemi e Mehrdad Alikhani, sono stati infatti condannati all'ergastolo per aver ordinato le eliminazioni di Dariush e Parvaneh Foruhar, Mohammad Mokhtari e Mohammad Jafar Pouyandeh.
Non � chiaro se la condanna a morte di un terzo uomo sia stata commutata.
Due agenti, accusati di aver realizzato gli omicidi, sono stati condannati a 10 anni di detenzione ciascuno.
Altri sei sono stati condannati a pene detentive varianti dai due anni e mezzo ai 10 anni per il loro ruolo negli omicidi, ed altri quattro o cinque sono stati assolti, ha riportato la Associated Press.
Tutti erano stati riconosciuti colpevoli da un tribunale militare dell'Iran nel 2001, in un processo che era stato definito una messinscena dalle famiglie delle vittime e dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani.
Tuttavia nell'agosto 2002 la Corte Suprema aveva annullato alcuni verdetti e rimandato il caso alla corte militare che aveva emesso i verdetti originari, ordinando la ripetizione del processo dopo che quattro funzionari presso la corte militare erano stati arrestati per aver torturato gli imputati durante gli interrogatori.
In base alla sentenza finale della Corte Suprema, i due ex dirigenti dell'intelligence, Kazemi e Alikhani, sono stati condannati a quattro ergastoli ciascuno per aver ordinato gli omicidi.
Le vittime, Dariush Forouhar e sua moglie Parvaneh, dirigevano un piccolo partito di opposizione quando furono trovati pugnalati a morte il 22 novembre 1998.
Lo scrittore Mohammad Jafar Pouyandeh e Mohammad Mokhtari erano stati rapiti alcune settimane dopo. I loro cadaveri furono ritrovati nella periferia di Tehran. Erano stati strangolati.
Molti hanno attribuito gli omicidi dei quattro dissidenti ad elementi poco raccomandabili del Ministero Iraniano per l'Informazione, molto interessato a destabilizzare il regime riformista del Presidente Khatami.
Gli omicidi hanno anche evidenziato la continua battaglia tra Khatami e i conservatori pi� estremisti, fautori della linea dura, a capo della magistratura, e accusati dai riformisti di essere i mandanti degli omicidi.
Molti, inclusi i famigliari delle vittime, sospettano che gli uomini condannati per questi omicidi non siano che dei capri espiatori che agivano su ordine delle alte sfere del Ministero.
I conservatori iraniani di contro hanno accusato i forze straniere, tra cui Israele, di essere responsabili del crimine. Ma la rivelazione del 1999 che funzionari dell'Intelligence sarebbe coinvolti negli omicidi ha suscitato uno scandalo generale che ha portato alle dimissioni ministeriali.
— FONTI
- (Fonti: AP, AFP, Reuters, 28/01/2003, BBC World Service via SMCCDI website, 29/01/2003)
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