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INDIA·PENA DI MORTE·29 FEBBRAIO 2012·1 MIN DI LETTURA

la Corte Suprema indiana, nel commutare le condanne

la Corte Suprema indiana, nel commutare le condanne

la Corte Suprema indiana, nel commutare le condanne a morte di quattro uomini, ha detto che la pena di morte non può essere comminata abitualmente per tutti i reati gravi, ma solo in casi eccezionali. Il codice penale indiano punisce i reati più gravi o con la condanna a morte o con l’ergastolo, ciò significa che nei casi più gravi la pena di morte non è l’unica condanna possibile, ha affermato la corte. “Dobbiamo renderci conto, anche a costo di essere ripetitivi, che in questi casi l’ergastolo dovrebbe essere la regola e la ‘morte’ l’eccezione. La definizione di ‘caso più raro tra i rari’, che è la regola fissa sostenuta da questa corte, di per sé ci dice che si deve trattare di un caso eccezionale. Ogni caso deve essere deciso singolarmente,” hanno detto i giudici A K Patnaik e Swatanter Kumar. La corte ha fatto la sua dichiarazione in occasione della commutazione delle condanne a morte di quattro uomini, Ranjeet, Vishwanath, Amar Singh e Ramnaresh. Il 9 agosto 2006, i quattro uomini avevano commesso uno stupro di gruppo ai danni di una donna rimasta incidentalmente soffocata nel corso del crimine. I giudici hanno detto che sebbene si tratti di un reato scellerato, gli imputati sono giovani e non hanno precedenti penali, inoltre non intendevano uccidere la vittima, tutti fattori attenuanti che non giustificano la condanna a morte emessa in primo grado e successivamente confermata dall’Alta Corte. La Corte Suprema ha anche stabilito che i condannati non debbano uscire di prigione prima dei aver scontato interamente la pena.
— FONTI
  • (Fonti: http://www.newsreporter.in 29/02/2012)