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la Corte Suprema indiana, nel commutare le condanne

la Corte Suprema indiana, nel commutare le condanne

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la Corte Suprema indiana, nel commutare le condanne a morte di quattro uomini, ha detto che la pena di morte non può essere comminata abitualmente per tutti i reati gravi, ma solo in casi eccezionali. Il codice penale indiano punisce i reati più gravi o con la condanna a morte o con l’ergastolo, ciò significa che nei casi più gravi la pena di morte non è l’unica condanna possibile, ha affermato la corte. “Dobbiamo renderci conto, anche a costo di essere ripetitivi, che in questi casi l’ergastolo dovrebbe essere la regola e la ‘morte’ l’eccezione. La definizione di ‘caso più raro tra i rari’, che è la regola fissa sostenuta da questa corte, di per sé ci dice che si deve trattare di un caso eccezionale. Ogni caso deve essere deciso singolarmente,” hanno detto i giudici A K Patnaik e Swatanter Kumar. La corte ha fatto la sua dichiarazione in occasione della commutazione delle condanne a morte di quattro uomini, Ranjeet, Vishwanath, Amar Singh e Ramnaresh. Il 9 agosto 2006, i quattro uomini avevano commesso uno stupro di gruppo ai danni di una donna rimasta incidentalmente soffocata nel corso del crimine. I giudici hanno detto che sebbene si tratti di un reato scellerato, gli imputati sono giovani e non hanno precedenti penali, inoltre non intendevano uccidere la vittima, tutti fattori attenuanti che non giustificano la condanna a morte emessa in primo grado e successivamente confermata dall’Alta Corte. La Corte Suprema ha anche stabilito che i condannati non debbano uscire di prigione prima dei aver scontato interamente la pena.
FONTI
  • (Fonti: http://www.newsreporter.in 29/02/2012)