la Corte Suprema indiana ha stabilito che il numero di morti in un caso non è un fattore rilevante per
la Corte Suprema indiana ha stabilito che il numero di morti in un caso non è un fattore rilevante per
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la Corte Suprema indiana ha stabilito che il numero di morti in un caso non è un fattore rilevante per emettere la condanna a morte. I giudici, Arijit Pasayat e Mukundakam Sharma, confermando il giudizio dell’Alta Corte di Allahabad che commutava la pena di morte in ergastolo in un caso di duplice omicidio, hanno osservato che “il numero di morti in un caso non è un fattore determinante per comminare la condanna a morte; la pena capitale può essere comminata anche in casi di omicidio singolo”.
Il 16 dicembre 2001 due persone erano state uccise in uno scontro causato da rivalità politica. Il tribunale di Aligarh aveva condannato a morte Aqeel Ahmed dopo averlo giudicato colpevole di omicidio. L’Alta Corte di Allahabad ha comunque commutato la pena di morte in ergastolo sostenendo che il caso non ricadeva nella categoria dei casi più rari tra i rari.
Il quantum della sentenza dipende sempre dalla brutalità riscontatasi nell’omicidio.
Il 16 dicembre 2001 due persone erano state uccise in uno scontro causato da rivalità politica. Il tribunale di Aligarh aveva condannato a morte Aqeel Ahmed dopo averlo giudicato colpevole di omicidio. L’Alta Corte di Allahabad ha comunque commutato la pena di morte in ergastolo sostenendo che il caso non ricadeva nella categoria dei casi più rari tra i rari.
Il quantum della sentenza dipende sempre dalla brutalità riscontatasi nell’omicidio.
— FONTI
- (Fonti: Indlawnews.com, 22/12/2008)
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