La Corte Suprema ha confermato la condanna a morte di un sergente dell’esercito, indicato solo come Lim, accusato di aver ucciso 5 colleghi nel 2014 al termine di una lite in una base nei presi del confine con la Correa del Nord.
La Corte Suprema ha confermato la condanna a morte di un sergente dell’esercito, indicato solo come Lim, accusato di aver ucciso 5 colleghi nel 2014 al termine di una lite in una base nei presi del confine con la Correa del Nord.
La Corte Suprema ha confermato la condanna a morte di un sergente dell’esercito, indicato solo come Lim, accusato di aver ucciso 5 colleghi nel 2014 al termine di una lite in una base nei presi del confine con la Correa del Nord. La tesi difensiva di Lim è stata quella di aver subito dalle vittime ripetuti episodi di bullismo. La Corte Suprema ha riconosciuto alcune anomalie nella vita dell’imputato, ma non le ha ritenute sufficientemente gravi da annullare l’esito processuale. In Corea del Sud vige ancora la leva obbligatoria di due anni per tutti i cittadini maschi, considerato che tecnicamente la nazione è ancora in guerra con la Corea del Nord, dopo che gli scontri del 1950/1953 sono terminati con un armistizio e non con un trattato di pace. Con la sentenza di oggi, sono 61 le persone nel braccio della morte, quattro delle quali, compreso Lim, per reati commessi durante il servizio militare.
- (Fonti: Yonhap, 19/02/2016)
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