La Corte Suprema giapponese ha confermato le condanne...
La Corte Suprema giapponese ha confermato le condanne a morte contro due cinesi ritenuti responsabili di un triplice omicidio e di rapina nel 1992 al casinò Pachinko Parlor di Tama, nella parte occidentale di Tokyo
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La Corte Suprema giapponese ha confermato le condanne a morte contro due cinesi ritenuti responsabili di un triplice omicidio e di rapina nel 1992 al casinò Pachinko Parlor di Tama, nella parte occidentale di Tokyo. Nell'emettere la sentenza relativa a Chen Daiwei, 41 anni, e He Li, 37 anni, il magistrato presidente Toshihiro Kanatani ha detto che portavano la grave responsabilità del crimine e che la pena di morte era l'unica sanzione possibile. La Corte Suprema ha detto che si tratta del primo caso in cui condanne a morte comminate a cittadini stranieri sono state confermate dalla Corte stessa. Chen e He avevano accoltellato a morte tre impiegati del casinò pachinko parlor ed avevano rubato circa 2,3 milioni di yen nel maggio del 1992, secondo la sentenza del tribunale di grado inferiore. I due, entrambi della provincia cinese del Fujian, erano arrivati in Giappone nel 1988 con dei visti per studenti. Ma i visti erano scaduti nel 1992 ed al tempo del crimine essi risiedevano illegalmente in Giappone, secondo le sentenze precedenti. La sezione Hachioji della Corte Distrettuale di Tokyo li aveva condannati a morte nel dicembre 1995 e l'Alta Corte di Tokio aveva confermato le condanne nel gennaio 1998.I due avevano inoltrato appello alla Corte Suprema, sostenendo che la condanna a morte fosse una sanzione troppo dura. Chen aveva negato di aver partecipato agli omicidi, mentre He aveva detto di non voler uccidere gli impiegati.
— FONTI
- (Fonti: Kyodo News, 11/06/2002)
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