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La Corte Suprema giapponese ha confermato la decisone...

La Corte Suprema giapponese ha confermato la decisone presa da un tribunale di grado inferiore che ha condannato a morte tre uomini per il rapimento di tre persone e l'assassinio di due di loro tra il 1986 e 1991

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La Corte Suprema giapponese ha confermato la decisone presa da un tribunale di grado inferiore che ha condannato a morte tre uomini per il rapimento di tre persone e l'assassinio di due di loro tra il 1986 e 1991. Il Giudice Hiroharu Kitagawa ha respinto gli appelli di Skigeo Okazaki, un ex poliziotto di 50 anni, di Yasuhiro Sako un ex pittore di 63 anni e di Shoko Kumagai un ex costruttore di 61 anni. E' stata la prima volta dal Luglio 1967 che la Corte Suprema ha deciso di condannare a morte tre persone contemporaneamente. Okazaki, Sako e Kumagai sono stati processati per omicidio e furto e per altre accuse che riguardano il rapimento di tre persone nelle prefetture di Iwate, Fukushima e Chiba, due delle quali sono state uccise.
Il Giudice Kitagawa, presidente della seconda sessione della Corte, ha affermato che i tre imputati erano attivamente coinvolti e avevano un importante ruolo nei crimini. "Questi erano crimini commessi a sangue freddo, spietati e crudeli," ha detto Kitagawa. " Persino prendendo pienamente in considerazione il fatto che loro stanno pregando per le anime delle vittime, loro hanno commesso un grave crimine,e non abbiamo scelta se non quella di approvare le condanne a morte".
Secondo la decisione, i tre imputati hanno rapito e ucciso un finanziatore dal quale Okazaki aveva preso in prestito un'ingente somma di denaro nel 1986 e tre anni dopo aveva sequestrato il presidente di una ditta di dipinti, lo aveva derubato e ucciso.
Nel 1991 Sako sequestr� un pittore nella Prefettura di Chiba e lo rilasci� in cambio di 20 milioni di yen, si disse.
In risposta alla conferma dell'Alta Corte di Sendai del 1998 delle condanne a morte della Corte Distrettuale di Fukushima del 1995, gli avvocati degli imputati hanno chiesto che la decisione venisse revocata, affermando che c'era "un'errata interpretazione dei fatti".
FONTI
  • (Fonti: Kyodo News, 25/06/2004)