la Corte Suprema di Giustizia del Qatar ha ordinato un nuovo processo per tre uomini asiatici
la Corte Suprema di Giustizia del Qatar ha ordinato un nuovo processo per tre uomini asiatici
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la Corte Suprema di Giustizia del Qatar ha ordinato un nuovo processo per tre uomini asiatici, due indiani e un nepalese, i quali erano stati condannati a morte da una corte di appello per omicidio sei mesi prima.
Stando all’avvocato difensore, la Corte Suprema avrebbe riscontrato alcune irregolarità nell’applicazione della legge durante le udienze precedenti. La corte d’appello, nel giugno 2006, aveva confermato la pena di morte emessa da un tribunale di prima istanza per “istigazione alla prostituzione e omicidio premeditato” di una donna asiatica non identificata nel 2003. Nonostante la polizia non sia mai riuscita a stabilire l’identità della vittima, la Pubblica Accusa ha sostenuto che si trattasse di una cameriera indonesiana clandestina, di circa trent’anni, che lavorava come “prostituta” sotto la supervisione di uno degli accusati. L’avvocato ha affermato di aver ottenuto dal dipartimento d’immigrazione i documenti che attestavano che la cameriera indonesiana aveva lasciato il paese viva. I cittadini indiani condannati sono il trentaduenne Sreedharan Moni Kandan e il trentatreenne Unni Krishna Mahadevan. Il cittadino nepalese è Chandera Sheker Yadav, 45 anni. I tre hanno dichiarato di essere stati costretti dalla polizia a confessare l’omicidio. Un quarto uomo, il nepalese Buddhiman Gurung, 32 anni, è stato condannato a due anni di reclusione e al pagamento di una multa di 2000 rial qatariani, seguiti da espulsione.
Stando all’avvocato difensore, la Corte Suprema avrebbe riscontrato alcune irregolarità nell’applicazione della legge durante le udienze precedenti. La corte d’appello, nel giugno 2006, aveva confermato la pena di morte emessa da un tribunale di prima istanza per “istigazione alla prostituzione e omicidio premeditato” di una donna asiatica non identificata nel 2003. Nonostante la polizia non sia mai riuscita a stabilire l’identità della vittima, la Pubblica Accusa ha sostenuto che si trattasse di una cameriera indonesiana clandestina, di circa trent’anni, che lavorava come “prostituta” sotto la supervisione di uno degli accusati. L’avvocato ha affermato di aver ottenuto dal dipartimento d’immigrazione i documenti che attestavano che la cameriera indonesiana aveva lasciato il paese viva. I cittadini indiani condannati sono il trentaduenne Sreedharan Moni Kandan e il trentatreenne Unni Krishna Mahadevan. Il cittadino nepalese è Chandera Sheker Yadav, 45 anni. I tre hanno dichiarato di essere stati costretti dalla polizia a confessare l’omicidio. Un quarto uomo, il nepalese Buddhiman Gurung, 32 anni, è stato condannato a due anni di reclusione e al pagamento di una multa di 2000 rial qatariani, seguiti da espulsione.
— FONTI
- (Fonti: Gulf Times, 31/12/2008)
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