La Corte Suprema della Florida ha annullato due condanne a morte
La Corte Suprema della Florida ha annullato due condanne a morte
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La Corte Suprema della Florida ha annullato due condanne a morte.
Nel primo caso, Jeffrey Weaver era stato condannato a morte nell’agosto 1999 dal giudice Mark Speiser della Broward County, nonostante la giuria popolare avesse votato 8-4 in favore dell’ergastolo. La Corte, confermando il verdetto di colpevolezza, ha però ricordato che secondo le leggi della Florida, un giudice può inasprire la pena decisa da una giuria popolare solo per motivi che risultino “chiari e convincenti, dai quali non dissentirebbe nessuna persona ragionevole”. Weaver è accusato di aver ucciso un poliziotto, Bryant Peney, 27 anni, nel corso di un inseguimento nel gennaio 1996.
Nel secondo caso, quello di Michael Mordenti, la corte ha annullato sia il verdetto di colpevolezza, sia la relativa condanna a morte. Mordenti, 63 anni, è stato condannato nel 1991 per l’omicidio di una donna di 54 anni, Thelma Royston, avvenuto il 7 giugno 1989. La corte ha rilevato che contro l’imputato non c’erano prove dirette, ma solo la testimonianza della sua ex-moglie, che in cambio aveva ricevuto l’immunità.
Nel primo caso, Jeffrey Weaver era stato condannato a morte nell’agosto 1999 dal giudice Mark Speiser della Broward County, nonostante la giuria popolare avesse votato 8-4 in favore dell’ergastolo. La Corte, confermando il verdetto di colpevolezza, ha però ricordato che secondo le leggi della Florida, un giudice può inasprire la pena decisa da una giuria popolare solo per motivi che risultino “chiari e convincenti, dai quali non dissentirebbe nessuna persona ragionevole”. Weaver è accusato di aver ucciso un poliziotto, Bryant Peney, 27 anni, nel corso di un inseguimento nel gennaio 1996.
Nel secondo caso, quello di Michael Mordenti, la corte ha annullato sia il verdetto di colpevolezza, sia la relativa condanna a morte. Mordenti, 63 anni, è stato condannato nel 1991 per l’omicidio di una donna di 54 anni, Thelma Royston, avvenuto il 7 giugno 1989. La corte ha rilevato che contro l’imputato non c’erano prove dirette, ma solo la testimonianza della sua ex-moglie, che in cambio aveva ricevuto l’immunità.
— FONTI
- (Fonti: Associated Press, 16/12/2004)
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