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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto l'appello...

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto l'appello di Charles Singleton, un condannato a morte che contesta l'intenzione dello Stato di giustiziarlo dopo che ha riacquisito un sufficiente equilibrio mentale a seguito di terapia farmacologica

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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto l'appello di Charles Singleton, un condannato a morte che contesta l'intenzione dello Stato di giustiziarlo dopo che ha riacquisito un sufficiente equilibrio mentale a seguito di terapia farmacologica. Singleton, condannato in Arkansas nel 1980 per un omicidio del 1979, durante gli anni successivi al processo aveva dato segni di grave psicosi. Sottoposto a terapia antipsicotica aveva raggiunto un equilibrio ritenuto sufficiente anche per la commissione incaricala di valutarne la cosiddetta "eseguibilit�", ossia la capacit� o meno del condannato di comprendere i motivi e le modalit� della propria esecuzione. Gli avvocati difensori, appoggiandosi a una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti del 1986, contestano la legittimit� costituzionale di cure somministrate a un uomo al fine di poterlo poi uccidere. La sentenza del 1986 vietava l'esecuzione di chi non fosse in grado di comprendere lo svolgersi della stessa, ma non considerava il caso, allora remoto, di persone rese artificialmente in grado di "intendere e volere". La Corte d'Appello di St. Louis nei mesi scorsi, non all'unanimit�, aveva respinto il ricorso dei difensori di Singleton, ritenendo legittima la terapia farmacologica. La corte Suprema ha oggi confermato l'opinione della Corte d'Appello, senza fornire ulteriori motivazioni.
FONTI
  • (Fonti: Associated Press e The Guardian)