La Corte del distretto di Osaka ha condannato a morte...
La Corte del distretto di Osaka ha condannato a morte un uomo di 53 anni, Susumu Nakayama, per aver accoltellato a morte con un coltello da cucina e con una punta di lancia fatta a mano Takemitsu Kikugawa, un uomo di 37 anni e la sua amante, Minako
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La Corte del distretto di Osaka ha condannato a morte un uomo di 53 anni, Susumu Nakayama, per aver accoltellato a morte con un coltello da cucina e con una punta di lancia fatta a mano Takemitsu Kikugawa, un uomo di 37 anni e la sua amante, Minako Kobuchi, una cameriera di 40 anni, in una strada di Toyonaka, nella prefettura di Osaka, il 19 febbraio 1998.
Nakayama, che all'epoca usciva con la moglie, ha deciso di uccidere Kikugawa, inviperito perch� le pratiche di divorzio tra Kikugawa e sua moglie erano ancora a un punto morto, ha stabilito la sentenza.
Nell'emettere la condanna, il Presidente della corte Makoto Himuro ha detto: "Non esistono margini per un atto di clemenza considerato il movente cos� egoistico dell'omicidio provocato da un odio unilaterale. Si tratta di un crimine orribilmente brutale, che � stato accuratamente pianificato ed eseguito con la ferma convinzione di uccidere. La corte non ha nessuna scelta se non comminare la pena di morte vista l'assenza di nessun accenno di rimorso," ha concluso il giudice.
I pubblici ministeri avevano chiesto la pena di morte, sostenendo la brutalit� e immoralit� del crimine, e considerata l'impossibilit� di riabilitare l'assassino che non aveva mostrato nessun rimorso.
Gli avvocati di Nakayama hanno sostenuto che il loro difeso non aveva intenzione di uccidere e poteva solo essere accusato di aver procurato ferite risultate fatali. Nakayama ha previsto di appellarsi all'alta corte.
Nakayama era stato anche condannato a morte in un caso di omicidio per rapina nel 1970 dalla Corte distrettuale di Kochi, ma la sentenza era stata commutata in ergastolo dall'Alta Corte di Takamatsu High nel 1973.
Entrato nei termini, � stato liberato con la condizionale nel 1991.
Nakayama, che all'epoca usciva con la moglie, ha deciso di uccidere Kikugawa, inviperito perch� le pratiche di divorzio tra Kikugawa e sua moglie erano ancora a un punto morto, ha stabilito la sentenza.
Nell'emettere la condanna, il Presidente della corte Makoto Himuro ha detto: "Non esistono margini per un atto di clemenza considerato il movente cos� egoistico dell'omicidio provocato da un odio unilaterale. Si tratta di un crimine orribilmente brutale, che � stato accuratamente pianificato ed eseguito con la ferma convinzione di uccidere. La corte non ha nessuna scelta se non comminare la pena di morte vista l'assenza di nessun accenno di rimorso," ha concluso il giudice.
I pubblici ministeri avevano chiesto la pena di morte, sostenendo la brutalit� e immoralit� del crimine, e considerata l'impossibilit� di riabilitare l'assassino che non aveva mostrato nessun rimorso.
Gli avvocati di Nakayama hanno sostenuto che il loro difeso non aveva intenzione di uccidere e poteva solo essere accusato di aver procurato ferite risultate fatali. Nakayama ha previsto di appellarsi all'alta corte.
Nakayama era stato anche condannato a morte in un caso di omicidio per rapina nel 1970 dalla Corte distrettuale di Kochi, ma la sentenza era stata commutata in ergastolo dall'Alta Corte di Takamatsu High nel 1973.
Entrato nei termini, � stato liberato con la condizionale nel 1991.
— FONTI
- (Fonti: Kyodo News, 20/11/2001)
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