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La Corte d'appello ha respinto il ricorso di due uomini che erano stati condannati all'impiccagione per aver accoltellato a morte, con una baionetta, un tassista, nell'agosto del 2001

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La Corte d'appello ha respinto il ricorso di due uomini che erano stati condannati all'impiccagione per aver accoltellato a morte, con una baionetta, un tassista, nell'agosto del 2001.
L'Alta corte ha giudicato proporzionata la condanna a morte, inflitta nel settembre 2001, dal giudice M.P.H. Rubin, contro Ibrahim Mohamed, 35, e Rosli Ahmat, 30, giudicati colpevoli di omicidio.
Un terzo uomo, Wan Kamil Mohamed Shafian, 34, condannato alla stessa pena per l'omicidio, aveva ritirato la sua proposta d'appello.
Nell'agosto del 2001, i tre uomini avevano fermato il taxi di Koh Ngiap Yong e chiesto di essere condotti alla Chestnut Avenue, dove lo avevano minacciato con le armi, poi ammanettato, poi pugnalato ripetutamente.
I tre avevano progettato di usare il taxi come auto per la fuga dopo una rapina in banca.
Discutendo il caso di Ibrahim, l'avvocato Luke Lee ha affermato che l'uomo non era a conoscenza del fatto ceh i suoi complici avevano progettato di uccidere il 42enne tassista, e che era addirittura ignaro del fatto che gli altri due erano armati di baionetta. L'avvocato di Rosli aveva sostenuto che il suo cliente era stato minacciato di morte dal Kamil se non avesse pugnalato il tassista.
Il vice procuratore Lawrence Ang ha invece sostenuto che tutti e tre gli uomini avevano discusso su quali armi fosse meglio usare e quali avrebbero dovuto essere i rispettivi ruoli durante la rapina a mano armata, quindi Ibrahim sapeva della baionetta. E ha aggiunto che non esisteva prova delle minacce a Rosli e che lo stesso era stato un complice volontario in tutto il crimine.
FONTI
  • (Fonti: Straits Times, 19/02/2002)