La Corte d'Appello dell'Oklahoma, con tre voti contro...
La Corte d'Appello dell'Oklahoma, con tre voti contro due, ha fissato per il 18 maggio l'esecuzione di Osvaldo Torres, un cittadino messicano condannato a morte per un duplice omicidio commesso nel 1993
2 MIN DI LETTURA
La Corte d'Appello dell'Oklahoma, con tre voti contro due, ha fissato per il 18 maggio l'esecuzione di Osvaldo Torres, un cittadino messicano condannato a morte per un duplice omicidio commesso nel 1993.
La Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja, il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite, aveva invece ordinato agli Usa, nel febbraio 2003, di sospendere le esecuzioni di Torres e di altri due suoi connazionali.
Il Messico si era rivolto alla Corte dell'Aja chiedendo l'annullamento delle condanne a morte emesse negli Stati Uniti contro Torres ed altri 51 messicani, sostenendo che al momento dell'arresto negli Usa, le autorit� non li avessero informati del diritto a contattare il consolato del loro paese, per disporre di avvocati pi� competenti.
Cos� facendo, gli Stati Uniti avrebbero violato la Convenzione di Ginevra sulle Relazioni Consolari del 1963, ratificata sia dal Messico che dagli Usa.
Anche l'Attorney General dell'Oklahoma, Drew Edmondson, aveva chiesto alla Corte d'Appello dello stato di non fissare la data per l'esecuzione, come "atto di cortesia" nei confronti della Corte dell'Aja, le cui decisioni tuttavia, aveva aggiunto Edmondson, non sarebbero state vincolanti per l'Oklahoma.
Il giudice della Corte d'Appello Gary Lumpkin, uno dei tre favorevoli a fissare l'esecuzione, ha per� scritto nella sentenza che una simile cortesia sarebbe stata ingiustificata.
"Gli Stati Uniti d'America sono una nazione sovrana, fondata sul rispetto delle leggi. Rimandare un'esecuzione in attesa dell'opinione della Corte Internazionale significherebbe violare le leggi che abbiamo giurato di applicare".
Gli Stati Uniti sostengono che i messicani condannati a morte abbiano ricevuto un processo equo secondo la legge Americana, e che la Corte Internazionale non dovrebbe interferire con le sentenze emesse negli Usa.
La Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja, il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite, aveva invece ordinato agli Usa, nel febbraio 2003, di sospendere le esecuzioni di Torres e di altri due suoi connazionali.
Il Messico si era rivolto alla Corte dell'Aja chiedendo l'annullamento delle condanne a morte emesse negli Stati Uniti contro Torres ed altri 51 messicani, sostenendo che al momento dell'arresto negli Usa, le autorit� non li avessero informati del diritto a contattare il consolato del loro paese, per disporre di avvocati pi� competenti.
Cos� facendo, gli Stati Uniti avrebbero violato la Convenzione di Ginevra sulle Relazioni Consolari del 1963, ratificata sia dal Messico che dagli Usa.
Anche l'Attorney General dell'Oklahoma, Drew Edmondson, aveva chiesto alla Corte d'Appello dello stato di non fissare la data per l'esecuzione, come "atto di cortesia" nei confronti della Corte dell'Aja, le cui decisioni tuttavia, aveva aggiunto Edmondson, non sarebbero state vincolanti per l'Oklahoma.
Il giudice della Corte d'Appello Gary Lumpkin, uno dei tre favorevoli a fissare l'esecuzione, ha per� scritto nella sentenza che una simile cortesia sarebbe stata ingiustificata.
"Gli Stati Uniti d'America sono una nazione sovrana, fondata sul rispetto delle leggi. Rimandare un'esecuzione in attesa dell'opinione della Corte Internazionale significherebbe violare le leggi che abbiamo giurato di applicare".
Gli Stati Uniti sostengono che i messicani condannati a morte abbiano ricevuto un processo equo secondo la legge Americana, e che la Corte Internazionale non dovrebbe interferire con le sentenze emesse negli Usa.
— FONTI
- (Fonti: The Wall Street Journal, 02/03/2004)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 GIUGNO 2026
USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso “pro bono”

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

PENA DI MORTE27 GIUGNO 2026
LETTERE DALL’INFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
