la Corte d’Appello del 6° Circuito ha annullato 2-1 la condanna a morte...
la Corte d’Appello del 6° Circuito ha annullato 2-1 la condanna a morte...
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la Corte d’Appello del 6° Circuito ha annullato 2-1 la condanna a morte di William Garner ritenendo che i suoi diritti costituzionali siano stati violati quando, durante il processo del novembre 1992, è stata utilizzata la confessione videoregistrata da lui rilasciata alla polizia, confessione che invece, secondo la Corte d’Appello, non doveva essere usata perché ottenuta senza concedere all’imputato le dovute garanzie. La polizia avrebbe sì letto al sospettato i suoi diritti, quelli previsti dai cosiddetti “Miranda warnings”, (il cui nome deriva dalla decisione del 1966 della Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Miranda v. Arizona), ma Garner, stante il suo basso livello intellettivo, che doveva essere evidente a chi lo interrogava, non ha certamente compreso il vero significato del suo diritto a rimanere in silenzio e ad essere assistito da un avvocato. Garner aveva confessato di aver dato fuoco il 25 gennaio 1992 ad un appartamento per nascondere le tracce di un furto che vi aveva commesso, e di sapere che nell’appartamento dormivano 6 bambini, ma di aver confidato che si sarebbero svegliati e che si sarebbero messi in salvo. Invece 5 dei bambini morirono. Garner all’epoca aveva 19 anni. La Corte d’Appello ha disposto che venga riprocessato entro 180 giorni, oppure sia rilasciato. La pubblica accusa può presentare appello o chiedendo che il caso venga discusso dal plenum della Corte d’Appello del 6° Circuito, oppure rivolgendosi direttamente alla Corte Suprema degli Stati Uniti.
— FONTI
- (Fonti: Associated Press, 11/09/2007)
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