La Corea del Sud ha protestato nei confronti della...
La Corea del Sud ha protestato nei confronti della Cina per aver rotto la prassi diplomatica avendo giustiziato un trafficante di droga coreano
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La Corea del Sud ha protestato nei confronti della Cina per aver rotto la prassi diplomatica avendo giustiziato un trafficante di droga coreano.
Il Presidente Kim Dae-jung ha detto in seduta di Gabinetto che Pechino avrebbe dovuto informare Seul dell'esecuzione "in anticipo, secondo lo spirito della convenzione di Vienna sulle relazioni consolari".
Il Vice Ministro degli Esteri Choi Sung-Hong ha convocato l'ambasciatore cinese Li Bin presso il suo ministero ed ha detto che Pechino, secondo la Convenzione di Vienna sugli affari consolari, avrebbe dovuto informare Seul in anticipo dell'esecuzione.
Entrambe le parti si sono trovate d'accordo che il "banale incidente" non debba inasprire il futuro sviluppo dei rapporti bilaterali.
Kim Kyong-Keun, direttore generale del dipartimento per gli affari consolari del ministero, ha convocato il console generale cinese Xu Zeyou, facendogli notare che Pechino ha ignorato le prassi e le procedure diplomatiche.
Sebbene l'esecuzione sia avvenuta il 25 settembre, la Cina ha resa nota la vicenda alla Corea soltanto verso la met� di ottobre.
Il governo cinese ha inoltre comunicato al Ministero degli Affari e del Commercio Esteri (MOFAT) che uno degli altri tre coreani in carcere insieme a Shin, identificato come Jeong, 58 anni, � morto a novembre e le altre due persone identificate come Park, 61 anni, e Jeong, 59 anni, sono stati condannati rispettivamente all'ergastolo e a 10 anni di reclusione. Shin � stato il primo sudcoreano a essere condannato a morte fuori dalla Corea per atti criminali.
Il Presidente Kim Dae-jung ha detto in seduta di Gabinetto che Pechino avrebbe dovuto informare Seul dell'esecuzione "in anticipo, secondo lo spirito della convenzione di Vienna sulle relazioni consolari".
Il Vice Ministro degli Esteri Choi Sung-Hong ha convocato l'ambasciatore cinese Li Bin presso il suo ministero ed ha detto che Pechino, secondo la Convenzione di Vienna sugli affari consolari, avrebbe dovuto informare Seul in anticipo dell'esecuzione.
Entrambe le parti si sono trovate d'accordo che il "banale incidente" non debba inasprire il futuro sviluppo dei rapporti bilaterali.
Kim Kyong-Keun, direttore generale del dipartimento per gli affari consolari del ministero, ha convocato il console generale cinese Xu Zeyou, facendogli notare che Pechino ha ignorato le prassi e le procedure diplomatiche.
Sebbene l'esecuzione sia avvenuta il 25 settembre, la Cina ha resa nota la vicenda alla Corea soltanto verso la met� di ottobre.
Il governo cinese ha inoltre comunicato al Ministero degli Affari e del Commercio Esteri (MOFAT) che uno degli altri tre coreani in carcere insieme a Shin, identificato come Jeong, 58 anni, � morto a novembre e le altre due persone identificate come Park, 61 anni, e Jeong, 59 anni, sono stati condannati rispettivamente all'ergastolo e a 10 anni di reclusione. Shin � stato il primo sudcoreano a essere condannato a morte fuori dalla Corea per atti criminali.
— FONTI
- (Fonti: Choson Ilbo and Yonhap monitorati da BBC, 28/10/2001, Channelnewsasia 29/10/2001)
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