La condanna a morte di Rehmat Shah Afridi, editore...
La condanna a morte di Rehmat Shah Afridi, editore del Frontier Post, è stata commutata in ergastolo da un tribunale di Lahore, in Pakistan
1 MIN DI LETTURA
La condanna a morte di Rehmat Shah Afridi, editore del Frontier Post, è stata commutata in ergastolo da un tribunale di Lahore, in Pakistan.
Il tribunale ha stabilito che il traffico di 20 kg di hashish, di cui l'uomo è stato riconosciuto colpevole, non giustifica la pena capitale.
Afridi era stato arrestato il 12 aprile 1999, dopo che nella sua macchina era stato trovato il quantitativo di hashish.
Aveva respinto l'accusa, sostenendo di essere stato incastrato per aver criticato il governo dell'allora primo ministro Nawaz Sharif.
Il 21 luglio 2001 un tribunale anti-droga lo aveva condannato a morte.
Il caso di Afridi è stato il primo in Pakistan in cui sono state accolte come prove delle videocassette. Le registrazioni, effettuate dalle Forze Anti-Droga (ANF), mostrerebbero Afridi che tratta con dei clienti per la vendita della droga.
L'avvocato difensore aveva però sollevato numerose obiezioni, sostenendo che i video fossero di scarsa qualità e che le voci non fossero distinguibili.
Le registrazioni non erano state sottoposte a test fonici, né mostravano la data e l'ora.
L'avvocato aveva inoltre aggiunto che gli agenti in incognito e le videocassette non fossero stati menzionati nel rapporto della polizia stilato subito dopo l'arresto.
Il tribunale ha stabilito che il traffico di 20 kg di hashish, di cui l'uomo è stato riconosciuto colpevole, non giustifica la pena capitale.
Afridi era stato arrestato il 12 aprile 1999, dopo che nella sua macchina era stato trovato il quantitativo di hashish.
Aveva respinto l'accusa, sostenendo di essere stato incastrato per aver criticato il governo dell'allora primo ministro Nawaz Sharif.
Il 21 luglio 2001 un tribunale anti-droga lo aveva condannato a morte.
Il caso di Afridi è stato il primo in Pakistan in cui sono state accolte come prove delle videocassette. Le registrazioni, effettuate dalle Forze Anti-Droga (ANF), mostrerebbero Afridi che tratta con dei clienti per la vendita della droga.
L'avvocato difensore aveva però sollevato numerose obiezioni, sostenendo che i video fossero di scarsa qualità e che le voci non fossero distinguibili.
Le registrazioni non erano state sottoposte a test fonici, né mostravano la data e l'ora.
L'avvocato aveva inoltre aggiunto che gli agenti in incognito e le videocassette non fossero stati menzionati nel rapporto della polizia stilato subito dopo l'arresto.
— FONTI
- (Fonti: Hindustan Times, 05/06/2004)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE31 LUGLIO 2026
MALESIA: CORTE FEDERALE RESPINGE RICHIESTA DI REVISIONE

PENA DI MORTE30 LUGLIO 2026
NIGERIA: CONDANNATA A MORTE PER L'OMICIDIO DEL NEO MARITO

PENA DI MORTE29 LUGLIO 2026
BANGLADESH: AUTISTA CONDANNATO A MORTE PER L'OMICIDIO DELLA DATRICE DI LAVORO

PENA DI MORTE28 LUGLIO 2026
MYANMAR: LA LEGGE CONTRO LE TRUFFE ONLINE PREVEDE LA PENA CAPITALE

PENA DI MORTE27 LUGLIO 2026
KENYA: DUE CONDANNATI A MORTE PER RAPINA AGGRAVATA

PENA DI MORTE27 LUGLIO 2026
