La Commissione Nazionale per i Diritti Umani del Messico
La Commissione Nazionale per i Diritti Umani del Messico ha annunciato di voler visitare 55 cittadini messicani detenuti nei bracci della morte degli Stati Uniti.
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La Commissione Nazionale per i Diritti Umani del Messico (CNDH), preoccupata dalle recenti sentenze della Corte Suprema degli Stati Uniti che hanno respinto i ricorsi di cittadini messicani che chiedevano la revisione del processo perché nei loro confronti non erano state rispettate le norme della Convenzione di Vienna sui Diritti Consolari (vedi 25 e 31 marzo), ha annunciato nei giorni scorsi di voler visitare 55 cittadini messicani detenuti nei bracci della morte degli Stati Uniti. Le visite inizieranno dal Texas e la California, dove si trova il 60% dei condannati a morte messicani. Il rappresentante del CNDH, Andres Calero, ha spiegato che in questo tour i funzionari messicani raccoglieranno informazioni e dati legali per preparare nuovi ricorsi da presentare alle autorità statunitensi al fine di ottenere, inizialmente, almeno il rinvio delle esecuzioni in programma. Il programma contro la pena di morte è una delle campagne più di vecchia data dell’amministrazione messicana, che da tempo interviene, con iniziative ufficiali, nei confronti degli Stati Uniti. Il 31 marzo 2004, rivolgendosi alla Corte Internazionale di Giustizia de l’Aja, il Messico ha ottenuto un pronunciamento contro 51 condanne a morte emesse negli Usa contro cittadini messicani, nei cui confronti non sarebbero state rispettate le norme della Convenzione di Vienna sule relazioni Consolari.
— FONTI
- (fonti: Guadalajara Reporter, 03/05/2008)
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