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La Cina ha rinunciato a mettere sotto processo il trafficante di bibbie per reati che prevedono la pena di morte, imputandolo invece del reato meno grave di commercio illegale

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La Cina ha rinunciato a mettere sotto processo il trafficante di bibbie per reati che prevedono la pena di morte, imputandolo invece del reato meno grave di commercio illegale.
Li Guangqiang, un commerciante di candele di base ad Hong Kong, aveva rischiato la pena di morte dopo essere stato accusato di "usare un culto diabolico per minare l'ordine" in relazione al traffico di pi� di 30.000 bibbie a favore di un gruppo cristiano illegale. Il traffico illegale comporta una pena massima di cinque anni di detenzione.
FONTI
  • (Fonti: Daily Telegraph, 28/01/2002)